Il dossier-Ferretto rovina la festa a Romano La Russa

Guerra aperta e vecchie ruggini. La consigliera regionale accusa l'ex compagno di partito: "Mi ha messo le mani addosso, chiedo verità". Lui nega: "Fu solo un forte diverbio con toni molto accesi"

«Mi ha messo le mani addosso» attacca Silvia Ferretto pochi minuti dopo che Formigoni ha firmato la nomina ad assessore di Romano La Russa. La signora, su cui pesa una richiesta di espulsione da An, agita un voluminoso dossier che ricostruisce i suoi tormentati rapporti con il partito, pagine e pagine di lettere e documenti che ha messo anche on line, sul suo sito www.ferretto.it. I dissapori tra la (da poco ex) moglie del vicesindaco, Riccardo De Corato, e il fratello del ministro Ignazio La Russa sono di vecchia data, tanto che nel febbraio 2005 tra i due era finita a urla e spinte. Nessuna denuncia, però. «Non c’erano testimoni, solo i dipendenti del gruppo», dice lei. Lui nega di essere arrivato a tanto: «C’è stato un forte diverbio con toni molto accesi, ma non le ho mai messo le mani addosso».
Silvia Ferretto è stata sospesa a tempo indeterminato da An il 30 maggio scorso per decisione di Ignazio La Russa, reggente del partito, che ne ha proposto l’espulsione ai probiviri. Nella lettera in cui lo comunica all’interessata, La Russa la accusa di inseguire un «personale tornaconto», causare «confusione nell’elettorato e imbarazzo al partito». Le addebita «disimpegno in campagna elettorale» e cita anche un sms in cui la Ferretto dichiarava chiuso ogni rapporto con An.
La Ferretto fa già parte del gruppo misto in Regione dal 2003, quando è stata espulsa dal gruppo di An proprio a seguito di un diverbio con Romano La Russa, allora capogruppo. Nel 2005 An l’aveva ricandidata nelle sue liste, ma dopo l’elezione lei si è nuovamente iscritta al gruppo misto e ha rifiutato di sottoscrivere la lettera di scuse che le era stata richiesta per tornare all’ovile. Adesso accusa: «In An non c’è democrazia interna». Romano La Russa replica: «Non so come possa dirlo visto che da anni non fa più parte del gruppo e per sua scelta». Lei contrattacca: «È una falsità che sia stata io ad andarmene, sono loro che mi hanno cacciata. Sono stata esiliata». Fa sventolare l’elenco dei membri dell’assemblea nazionale di An: «C’è anche il mio nome e ne sono onorata. Non ho nessuna intenzione di andarmene dal partito in cui milito da 28 anni». La parola ai probiviri.