«Dossier» di Golfarelli punta i riflettori sull’impresa Calabria

La Calabria che funziona e lotta contro la criminalità. L’identità della parte sana, di una regione industriosa e ricca di imprese e iniziative economiche, è al centro del nuovo numero di Dossier. Il periodico della Golfarelli Editore prossimamente in edicola con il Giornale, punta i riflettori su una Calabria che lotta fermamente per riaffermare i valori dell’etica e della legalità.
«Nella nuova edizione mettiamo in primo piano uomini, imprese e idee che rendono grande questa terra - spiega l’editrice Maria Elena Golfarelli -; parlando di Calabria e di Sud il rischio è quello di considerare queste aree afflitte da un’emergenza infinita. Un preconcetto che impedisce di vedere i tanti imprenditori “puliti”, le loro energie e la loro voglia di fare. Finite le logiche assistenzialiste, ora la Calabria intende creare le condizioni per un nuovo sviluppo strutturale. Liberando le tante risorse del territorio e istaurando nuove forme di cooperazione mediterranea che possano essere un volano di sviluppo per le piccole e medie imprese locali. Diamo voce a chi, da sempre, assume con coraggio le proprie posizioni, preferendo i fatti alle parole e perseguendo l’obiettivo di un reale rilancio politico ed economico del territorio».
Uno dei portavoce di questo rilancio è sicuramente Salvatore Di Landro, procuratore generale presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria, cui è dedicata la copertina - dal fortissimo valore simbolico - anche a seguito dei recenti attentati avvenuti proprio nel capoluogo. Assieme al procuratore, infatti, Roberto Maroni, ministro dell’Interno, testimonia la presenza dello Stato a fianco di quella parte di società civile che quotidianamente riafferma la lotta per la legalità. Lo Stato e la Giustizia uniti per abbattere il cancro della malavita organizzata in un momento cruciale per il nostro Paese. Un racconto, quello di Dossier, privo di populismi superflui, ma strutturato sulla cronaca fedele dei risultati raggiunti nella lotta alla ’ndrangeta.
«Dare la copertina a Di Landro significa dedicarla al valore di un uomo che ha scelto, ogni giorno, di lavorare per il bene di tutti, ponendosi come obiettivo la qualità del nostro futuro - prosegue la Golfarelli -: un uomo che risponde all’immobilismo di chi si arrende, con rigore, decisione e forza. Dossier è la voce di un’Italia che affronta le sue sfide con responsabilità e consapevolezza». In una lunga intervista, Di Landro riflette sulla guerra che la Procura di Reggio Calabria è chiamata a combattere. «Questa battaglia si deve protrarre nel tempo, fino a quando questa terra non avrà raggiunto un grado di civiltà accettabile - dice il magistrato -: è intollerabile che si voglia piegare l’uomo, il civis, al crimine, al male, all’oppressione, costringendolo a diventare un soggetto passivo di fronte alle cosche».
Esempio di questo rilancio di civiltà del fare onesto sono i tanti protagonisti che Dossier mette in pagina. Strategie, sviluppi e impegno di tutti quegli imprenditori che sostengono l’economia calabrese e non solo. «Protagonisti che affrontano con coraggio le difficoltà oggettive di questa regione - aggiunge la Golfarelli - salvaguardando nel contempo identità, morale, concretezza, senza demagogia e anteponendo il cambiamento allo status quo». Imprenditori capaci di superare difficoltà congiunturali e farraginosità congenite del nostro sistema burocratico. «È giunto il momento che questa terra metta a frutto ciò che ha imparato - conclude la Golfarelli - utilizzando il suo capitale fatto di idee, donne e uomini tenaci e preparati, orgogliosi di essere nati in Calabria».