«Dossier», inchino al Veneto Uomini e donne concreti e produttivi

Veneto fiero e austero. Combatte in silenzio e vince tacendo. Nell’economia come nelle avversità naturali. Prova ne sia la recente devastante alluvione dei mesi scorsi. Pensando ai veneti viene in mente quello che il celebre filosofo Alexis de Tocqueville, tra i padri del liberalismo, agli inizi dell’Ottocento, scriveva del popolo americano. Il senso delle sue parole è pressappoco questo: «Se in uno sperduto villaggio dell’America c’è bisogno di una scuola, i cittadini di quel villaggio si mettono insieme e costruiscono la scuola». Aggiungeva: «Se in un villaggio europeo i cittadini hanno bisogno di una scuola si mettono insieme e la chiedono allo Stato». Ecco, i veneti da questo punto di vista, sono molto americani. Affrontano i problemi facendo affidamento prima di tutto su loro stessi, rimboccandosi le maniche e lavorando. Quando la sorte ha voltato loro le spalle - e nella storia di questa terra è successo molte volte - hanno saputo reagire, sono caduti, ma hanno sempre avuto la forza di rialzarsi e di riconquistare e superare le posizioni perdute.
«Gli abitanti del Veneto non aspettano “aiuti dal cielo” - dice Maria Elena Golfarelli, editrice, presentando il nuovo numero di Dossier, in allegato a il Giornale, tutto dedicato alla regione simbolo del Nord Est italiano -. Sono persone concrete e produttive». A dimostrarlo, drammaticamente, è anche la cronaca degli ultimi mesi. «Questa regione ha affrontato una sfida tragica - aggiunge la Golfarelli -. L’alluvione ha colpito profondamente comunità e imprese ma, ancora una volta, i veneti hanno dimostrato all’Italia il loro carattere». Su Dossier, diretto da Raffaele Costa, questa immagine emerge con vigore. Il Veneto è una sorgente di benessere per la nazione, avviata da tempo sulla strada dell’attuazione concreta del federalismo. Ne parla dalle pagine di questo numero Flavio Tosi, sindaco di Verona. Pragmatico, ferreo difensore dei valori veneti, è dedicata a lui la copertina del nuovo numero».
«Se parlamentari e forze politiche faranno prevalere il senso delle istituzioni e la consapevolezza che la politica deve essere attenzione al bene comune, il federalismo potrà diventare una legge compiuta con tutti i decreti attuativi entro la fine di questa legislatura - afferma Tosi -. Se, invece, avrà la meglio lo scontro ideologico, si rischia di far saltare l’unica riforma che può salvare il Paese». La riflessione sul federalismo assume un significato ancora più profondo a seguito dell’alluvione. In una lunga intervista, Luca Zaia, governatore della Regione Veneto, sottolinea proprio questi aspetti.
«Davanti all’alluvione e ai vasti disastri, abbiamo superato tutte le appartenenze politiche, lavorando finalmente uniti, per il Veneto, per la nostra terra - dichiara il governatore a Dossier -. Ma credo sia emersa, dopo questa vicenda, la diffusa convinzione che il federalismo sia necessario più che mai. Se fossimo già nel Veneto autonomo dell’Italia federale che vogliamo, avremmo potuto investire, con immediatezza e misura, le tasse dei cittadini nella ricostruzione». Ma sono soprattutto gli imprenditori a chiedere a voce alta nuovi strumenti di autonomia. Sul periodico di Costa, spiccano i casi imprenditoriali migliori del 2010. «Su Dossier parlano direttamente i protagonisti del territorio, gli imprenditori - conclude l’editrice Golfarelli -: abili tessitori di una rete produttiva ricca, intraprendente, osservata con ammirazione dall’intera Europa. E che, non a caso, ha dato i natali ad alcuni dei migliori esponenti della nostra classe dirigente, come Giancarlo Galan, Maurizio Sacconi, Maria Elisabetta Alberti Casellati e Renato Brunetta».