«Dossier Lombardia» Una regione che fa la differenza

L’economia lombarda guarda avanti. Oltre la crisi. Strategie produttive, internazionalizzazione, rilancio delle politiche di brand, diversificazione mirata sui mercati e nelle aree di nicchia, pianificazione fiscale. Le migliori imprese lombarde non demordono e hanno fatto di queste chiavi d’impresa il loro futuro. Il nuovo numero di Dossier Lombardia, diretto da Raffaele Costa, analizza lo stato di salute della regione che, da sempre, rappresenta l’avanguardia dello sviluppo economico non solo italiano, ma europeo. «L’imprenditorialità lombarda è sempre stata di grande esempio per tutto il mondo industriale italiano - sostiene Maria Elena Golfarelli, editrice di Dossier - ponendosi come obiettivo il mantenimento del primo valore sociale dell’impresa, che è quello di distribuire benessere e ricchezza, considerando il lavoro un bene primario e il capitale umano una vera fonte di sviluppo. È questo il plus valore che, in questa regione, fa la differenza».
La copertina del prossimo numero di Dossier, in edicola con il Giornale, è dedicata a Eugenio Filograna, senatore, creatore dell’agenzia di lavoro Workforce e del Centro Studi Ameco. Filograna sottolinea le connessioni strategiche tra le politiche del lavoro e il rilancio del nostro sistema produttivo. «Chi non vede l’impresa come un bene sociale, non ha capito nulla dell’economia nazionale - dice Filograna -. Le politiche del lavoro vanno sostenute. Se soltanto si riuscissero a distinguere le politiche fiscali, calibrandole sulle esigenze del Nord e del Sud del Paese, un rilancio della realtà produttiva sarebbe possibile. Non mi sarei mai aspettato di dedicarmi alla politica, ma quella con Silvio Berlusconi è stata, per me, un’esperienza straordinaria, così come straordinario è il presidente». Sul tema del lavoro intervengono Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro, Gabriele Fava e Salvatore Trifirò, avvocati giuslavoristi. E proprio Trifirò spiega le novità relative al «Collegato Lavoro», anticipando dalle pagine di Dossier come «le nuove norme avranno un impatto diretto sulla comunità dell’impresa e di conseguenza sulla società civile; dalla loro applicazione ci si auspica possa derivare un quadro di maggiore certezza giuridica dei rapporti di lavoro».
Dossier dà voce anche al comparto industriale. In questo ambito emergono i risultati raggiunti dal gruppo internazionale Blm, leader nel settore della lavorazione dei tubi. Un chiaro esempio di come la laboriosità e l’ingegno lombardo possano conquistare il mondo, con fatturati raddoppiati in meno di un decennio. «La crisi non ha influito sul nostro piano industriale - spiega Pietro Colombo, amministratore delegato del gruppo Blm - soprattutto sui mercati esteri».
Tra i casi imprenditoriali di maggiore spicco, c’è anche quello di Agritrade, società che ha seguito il progetto di restauro del castello di Inverigo, uno dei più pregevoli del territorio lombardo. Dossier dedica un ampio servizio su questa spettacolare struttura architettonica medioevale, oggi tra i complessi residenziali più esclusivi della Lombardia. «Per superare le difficoltà attuali, la regione deve continuare a promuovere il valore del proprio tessuto produttivo - conclude la Golfarelli -: le aziende che coinvolgiamo hanno radici nella cultura d’impresa più autentica, liberale e progressista della regione e del Paese. Solo le passioni, le grandi passioni, possono innalzare lo spirito a grandi cose - ammoniva Diderot -. In un momento di così grande transizione, la passione per il fare, il lavoro, la politica e la cosa pubblica, rappresentano strumenti importanti che fanno la differenza».