«Dossier» sempre più la vera voce dei nostri imprenditori

Il Trentino Alto Adige Südtirol punta a una crescita strutturale del proprio tessuto economico. E Dossier, in edicola nei prossimi giorni con il Giornale, ne analizza i piani di sviluppo. Strategie che consentiranno al sistema produttivo regionale di consolidarsi dopo l'impasse della crisi internazionale. «Quello del Trentino Alto Adige Südtirol è uno dei mercati più rappresentativi di ciò che i nostri imprenditori possono realizzare - sottolinea l'editrice Maria Elena Golfarelli, presentando il nuovo numero del periodico, che si impone sul panorama editoriale come “voce degli imprenditori italiani” -. Questa regione autonoma apre la strada a un ideale di impresa innovativo, sostenibile, devoto alle proprie tradizioni manifatturiere locali ma non per questo incapace di proporsi sullo scenario globale». Un connubio di tecnologia, politiche ambientali e tradizioni artigianali che ha consegnato, all'intero Paese, una tra le sue «fucine produttive» più significative. Un tessuto di Pmi che Dossier fotografa minuziosamente, con interviste agli amministratori più eccellenti e inchieste sui casi aziendali di maggior successo.
Simboli di come l'eccellenza tradizionale locale possa affermarsi su un'economia di scala, sostenuta da un efficiente apparato industriale, sono due tra i più affermati imprenditori della regione, Luca Granata, direttore del consorzio Melinda, e Matteo Lunelli, presidente delle Cantine Ferrari. Entrambi intervistati su Dossier, gli imprenditori colgono l'occasione per riflettere sul futuro. «L'Italia è il principale produttore di mele da tavola dell'Europa a 27 Stati - spiega Granata - per questo dobbiamo confrontarci con innumerevoli competitor internazionali. Non solo, oggi siamo chiamati a fare i conti con una disinformazione sistematica che confonde i consumatori. La frutta non solo è tra i prodotti alimentari più salutari, ma è anche tra i più economici, eppure viene spesso eretta a prodotto simbolo dell'inflazione». Si concentrano sull'export, invece, le prospettive di Lunelli. «Il mercato del vino è ormai globale - spiega il presidente delle Cantine Ferrari -. Se negli ultimi decenni potevamo ancora “accontentarci” di avere una leadership esclusiva in Italia, oggi occorre essere presenti sulle tavole più prestigiose di Londra, New York, Mosca, Tokio. È uno sforzo che richiede un diverso approccio strutturale e manageriale. L'eccellenza del prodotto non è sufficiente, bisogna promuovere e comunicare usando strategie innovative». Sulla stessa onda di pensiero è anche il numero uno degli industriali di Trento, Paolo Mazzalai, anch'egli intervistato su Dossier.
«L'export può rappresentare un'opzione strategica in grado di determinare le opportunità di crescita del nostro sistema produttivo - sostiene Mazzalai -. Di conseguenza stiamo cercando di aumentare i servizi per l'internazionalizzazione. Continueremo a puntare su servizi quali la creazione di “antenne” all'estero, le missioni per gruppi omogenei di aziende e l'organizzazione di stand collettivi in fiere internazionali».