Dossier Sismi, palazzo Chigi: totale fiducia nella magistratura

In una nota il governo interviene sulla vicenda Sismi-Csm ribadendo la sua piena e totale fiducia nel lavoro dei magistrati e auspicando che sia fatta rapidamente e in modo completo la necessaria chiarezza su quanto denunciato<br />

Roma - In relazione alla vicenda Sismi-Csm, il governo esprime come sempre la sua piena e totale fiducia nel lavoro dei magistrati, auspicando che sia fatta rapidamente e in modo completo la necessaria chiarezza su quanto denunciato e ipotizzato. È doveroso precisare che l’indagine si riferisce a materiali raccolti in passato e acquisiti dall’autorità giudiziaria nell’ufficio di via Nazionale che non è più operativo. Lo afferma una nota di palazzo Chigi. I nuovi vertici dei Servizi di intelligence sono fortemente impegnati, con la piena collaborazione delle strutture, a un’attività intensa e lineare a tutela delle istituzioni, dei cittadini e del Paese. Ogni eventuale sopruso a danni di persone, categorie o associazioni non rientra ovviamente nella corretta gestione di un compito tanto delicato e importante.

Mastella: "Aspettiamo l'esito delle indagini" Aspettiamo l’esito delle indagini della magistratura. Questo in sintesi l’intervento del guardasigilli, Clemente Mastella, al question time alla Camera dove ha risposto sulla vicenda Csm-Sismi. Mastella ha sottolineato "l’estrema delicatezza della vicenda" che manifesta tensioni "tra istituzioni di vitale importanza per lo Stato democratico". Quindi, il ministro della Giustizia ha ricostruito alcune fasi della indagine sul Sismi da quando la procura di Milano ha disposto una perquisizione nell’ufficio distaccato del Sismi in via Nazionale a Roma dove "sono stati rinvenuti documenti cartacei e informatici che indicano una ingente attività di osservazione e monitoraggio della condotta pubblica di circa 250 magistrati italiani ed europei, tra i quali dieci tra membri o ex membri del Csm e il magistrato di collegamento francese presso il ministero della Giustizia".

Mastella ha inoltre ricordato che sono stati rinvenuti appunti, ritenuti predisposti nella primavera-estate del 2001, secondo i quali "il monitoraggio doveva essere finalizzato", e il ministro cita quanto riportato dalla procura di Roma, "ad attuare strategie di contrasto in danno dei predetti soggetti mediante azioni di disarticolanti idonee ad inibire l’attività antigovernativa".