Un dossier del Sismi parla di basi di addestramento per kamikaze in Lombardia. La Procura: «Non ci risulta» «Il terrorismo non ci cambi la vita» Albertini invita i milanesi a non modificare le abitudini: «Elementi inquietanti, non allarmistici»

Vecchie bombe e nuove paure. Il 27 luglio di dodici anni fa la strage di mafia in via Palestro, oggi la notizia di un campo per addestrare kamikaze islamici proprio nel cuore della Lombardia. Una scuola per terroristi, accademia del terrore col mirino puntato su obiettivi italiani. Un dossier ricco, sembrerebbe, quello degli 007 italiani. E, come da copione in questi casi, notizie e smentite, allarmi e inviti alla calma. Come quello di Gabriele Albertini ieri, durante la commemorazione dei cinque morti del Pac. «Non cambiate il vostro stile di vita - il monito del sindaco ai milanesi -. Credo che questo sia il vero obiettivo del terrorismo, cambiare le nostre abitudini, fare in modo che singoli episodi diventino nella nostra coscienza uno scenario diffuso di terrore globale». La notizia del campo per addestrare i kamikaze comunque non sembra convincere gli inquirenti. La Procura si limita a dire «nulla risulta», il pm Stefano D’Ambruoso aggiunge «Non commento questa notizia». Il questore Paolo Scarpis smentisce: «Mai avuto notizie di una scuola di kamikaze». Come pure il comando regionale dei carabinieri.