Il dottor Fo disfattista del Caucaso

«Roma è una città europea, mentre Milano sembra il Caucaso». Dario Fo, attore, autore, premio Nobel per la letteratura, attivista politico, 80 anni, se n’è uscito con questa bella frase a Roma mentre l’Università della Sapienza gli consegnava una laurea honoris causa.
Dario Fo calca le scene da tempo immemorabile e sa perfettamente come infiammare le platee: una battutaccia (perché paragonare Milano al Caucaso è una battutaccia) su Milano a Roma fa sempre effetto. Oltretutto, e l’ha fatto capire chiaramente, era felicissimo di ricevere questo riconoscimento, visto che non si è mai laureato e, finora, nessuno gli aveva conferito uno straccio di laurea onoraria. Cosa che, ha detto chiaramente anche questo il neodottor Fo, gli seccava non poco. «Ho aspettato più di Edoardo (De Filippo ndr), lui l’ha avuta a 79 anni, io a 80». A parte il fatto che Edoardo potrebbe rivoltarsi nella tomba per un Nobel dato a Fo e mai a lui, ci sembra davvero un po’ stucchevole che questo anziano signore continui ad andare in giro facendo il disfattista. È vero, non ha mai visto realizzati i suoi sogni: è finita male la Repubblica di Salò cui aveva aderito, poi non ha mai visto la rivoluzione in Italia. È svanito anche il suo sogno di fare il sindaco di una città, Milano, che avrebbe trasformato non sappiamo bene in che cosa. Il popolo della sinistra lo ama così tanto da avergli preferito, come candidato a Palazzo Marino, l’ex prefetto Bruno Ferrante, che l’allora signor Fo non ha esitato a definire «un questurino».
Ma visto che non riesce, non è riuscito e non riuscirà a trasformare Milano a sua immagine e somiglianza, caro dottor Fo perché non emigra a Roma? Il sindaco Veltroni non esiterà a riconoscerle la qualifica di rifugiato politico e le assegnerà di sicuro una bella casa. Così saremmo tutti contenti, lei e noi.