Dottor House chiude Ecco i suoi eredi (ancora più cattivi)

Da ieri è ufficiale. La FoxTv americana ha comunicato la fine del Dottor House, una serie tv capace non solo di grandi ascolti ma anche di diventare un fenomeno culturale, come prova una sterminata bibliografia che prende in esame ogni aspetto della «filosofia» del programma. La ottava serie sarà dunque l’ultima in cui vedremo in azione il genio della diagnosi interpretato dall’inglese Hugh Laurie. Anticonformista, politicamente scorretto, cinico e anche un po’ sadico: il Dottor House, in questi anni, è stato un toccasana per gli spettatori stufi di serie mielose, buoniste e scontate. La sua influenza, in campo televisivo, è incalcolabile: Dottor House ha provato che è possibile trattare temi profondi, scherzare con la morte, porre questioni cruciali (dall’eutanasia all’esistenza di Dio) con leggerezza e nei soli 45 minuti canonici a disposizione in ogni puntata.
E ora chi prenderà il suo posto? A chi potremo affezionarci con pari intensità? Ecco una lista di possibili eredi. Sono già tutti su piazza, anche se non hanno ancora raggiunto nel nostro Paese un vero e proprio successo di massa. Il 4 marzo torna su Fox la serie inglese Misfits (nel frattempo potete vedere la replica della seconda su Fox e seguire le vecchie puntate in chiaro su Rai 4). È la terza stagione, molto attesa perché, incredibilmente, la produzione ha rinunciato al protagonista delle precedenti. Che roba è Misfits? Una acuta accusa del politicamente corretto appena celata da una trama pseudo-fantascientifica. Alcuni delinquentelli assegnati ai servizi sociali sono colpiti da un fulmine caduto nel corso di una strana tempesta. Ne escono bruciacchiati e con poteri speciali, da supereroi. Solo che questi ragazzi non sono affatto eroi. Chi sono i loro nemici? Sanguinari assistenti sociali, una setta puritana che vuole trasformare tutti quanti in bravi ragazzi, in generale i conformisti più ottusi.
Tracce di House sono evidenti in Dexter (su Fox Crime è appena partita la sesta serie). Dexter è un serial killer a cui è stato insegnato dal padre ad uccidere solo altri assassini sfuggiti alla giustizia. Tra parodie di famiglie felici e di vite normali, si nasconde una autentica belva. Interrogativo lasciato dalla serie: si può ottenere il bene attraverso il male? Alla sesta stagione, appena iniziata, la risposta. Ma Dexter è ormai un classico. Anche una serie meno riuscita, Californication (con David Duchovny), serba memoria della cattiveria e dell’apparente menefreghismo, misto a puro genio, di House. In dirittura d’arrivo, negli Usa, la sesta stagione.
Si attende invece con ansia, ma i tempi sono lunghi, il ritorno dell’ultima serie (la quarta) che trasgredisce le regole del politicamente corretto: Breaking Bad (su Axn e Rai 4). Un chimico di mezz’età, docile e frustrato, si trasforma non appena scopre di avere un tumore ai polmoni e due mesi di vita. Che trascorrerà producendo e spacciando amfetamina al fine di lasciare alla moglie e al figlio disabile una cospicua eredità. Gliene succederanno di tutti i colori. Ma la parte divertente è vedere il mansueto professore di chimica perdere ogni inibizione e reagire a quelle umiliazioni alle quali in passato si sottometteva. E al diavolo le convenzioni.
Anche i cartoni animati regalano soddisfazioni. Sicurezze a parte (South Park e Simpsons - appena giunti alla 500esima puntata), il cartoon più cattivo in circolazione è una azzeccata parodia dei reality show, in onda sul canale K2. A tutto reality ha una sola missione: dissacrare l’Isola dei Famosi, il Grande Fratello, i vari Masterchef. C’è il presentatore vanesio, aiutato da uno chef superstar (in realtà un buzzurro); e ci sono i concorrenti pronti a tutto pur di apparire. Le prove da superare sono assurde e spesso spietate, può anche darsi che qualcuno ci lasci la pelle o quasi. La trasmissione è così ben architettata che nel corso della giornata ci si imbatte nei casting a cartoni animati; e alla sera, nel dopo puntata, c’è il talk sul programma con tanto di insopportabili commentatori.
Dottor House ci mancherà, ma un po’ di sana cattiveria, nei palinsesti, è sempre facile da trovare.