Dottori in carriera e casi clinici La fiction si mette il camice

Visita sul set al Forlanini di Roma dove si gira «Medicina generale», tredici puntate con Nicole Grimaudo, Roberto Citran e Antonello Fassari

Lucio Giordano

da Roma

Una donna in crisi respiratoria per allergia a un medicinale. Bisogna operare subito, ma il chirurgo non c’è. Lo rintracciano, ma ormai anche se si precipitasse in ospedale sarebbe tardi per salvare la paziente. Attimi di angoscia. Anna Morelli, la caposala che ha il volto di Nicole Grimaudo, protagonista della serie insieme con Andrea Di Stefano (il dottor Giacomo Pogliani), si fa coraggio. Entra in sala operatoria per fare una tracheotomia. Ma è giovane, inesperta. Stringe tra le mani il bisturi ed è colta dal panico. Silenzio di piombo. Per fortuna ecco un altro chirurgo, freddo e determinato, Alfredo Danzi, interpretato da Marco Giallini. Afferra il bisturi e risolve in pochi istanti la situazione disperata. Sospiro di sollievo. «Stop», urla soddisfatto davanti al monitor il regista della serie Renato De Maria. «Questa è buona. Anzi, è una scena ottima», dice rivolgendosi al tecnico del suono.
Siamo sul set di Medicina generale, la nuova fiction in tredici puntate di cento minuti, che vedremo da marzo su Raiuno. È l'una del pomeriggio all'ospedale Forlanini di Roma, dove la serie è ambientata. I ritmi di produzione sono serrati, prima delle 16 ci saranno diversi altri ciak. Una donna di servizio ne approfitta per passare lo straccio lungo il corridoio, all'ultimo piano dell'antico nosocomio romano messo a disposizione dalla direzione ospedaliera. Il set, duemila metri quadrati in tutto, è stato rimesso a nuovo dalla produzione, Grundy Italia e Raifiction. L'arredamento è moderno ma non freddo. Domina l'acciaio e i mobili sono in noce naturale, nuovi di fabbrica. Azzurri, invece, sono gli armadietti dei pazienti, sistemati in quattro letti per stanza. In sala d'attesa c'è pure un tv color al plasma, quaranta pollici. Non sembra di stare in un ospedale italiano: «Eppure non abbiamo inventato niente - dice De Maria, regista anche del primo Distretto di Polizia -. Ci siamo anzi attenuti scrupolosamente alla realtà: gli ospedali italiani si stanno modernizzando». Continua: «Anche le storie sono ispirate al vero e per non incappare in errori tecnici ci siamo avvalsi della consulenza di Dario Stirati, primario del Policlinico Gemelli di Roma. Interviene ad esempio quando un attore deve praticare un’incisione o fare una puntura».
Medicina generale punta dunque sul realismo come in passato aveva fatto E.R.- Medici in prima linea, la serie americana di successo che lanciò George Clooney e aveva raggiunto in passato una perfezione scientifica ineccepibile. Ma i paragoni finiscono lì. La realtà della fiction di Raiuno è tutta italiana. Una fiction realistica, in cui a ogni episodio viene trattato un caso clinico diverso, dal morbo di Parkinson alla disfunzione cardiaca. Oltre ad Anna Morelli, la giovane e battagliera caposala, c'è il primario burbero e autoritario, interpretato da Roberto Citran e l'infermiere cinico e navigato, con tanti anni di sindacato sulle spalle, che ha il volto di Antonello Fassari. E poi c'è un affascinante dottore, Giacomo Pogliani, buono e comprensivo, l’esatto opposto di Dr. House, che cerca sempre di trovare una parola di conforto per i pazienti visitati. Professionalmente inappuntabile, fuori dall'ospedale il dottor Pogliani conduce una complicata vita da sciupafemmine. È cresciuto senza il padre, che non vede da anni. L'anziano genitore, interpretato da Yorgo Voyagis, si materializzerà solo alla morte della moglie. «Ma questo avverrà alla quinta puntata, avverte De Maria, evitiamo di correre, non vorrei svelare tutta la storia».
Storia che tra fasi concitate legate magari al salvataggio in extremis di un paziente e racconti di vita quotidiana che descrivono bene la condizione di un infermiere costretto a campare con 1.500 euro al mese, vive di continui colpi di scena. Come il contrastato amore tra Anna Morelli, separata con un figlio ed un secondo in arrivo, e il dottor Pogliani. Intanto tra qualche giorno, e fino alla metà di maggio del 2007, Renato De Maria lascerà il posto ad un secondo regista, Luca Liguori, che firma gli episodi dalla nona alla tredicesima puntata, nei quali accadrà di tutto. Dice Liguori: «Entra in scena un ematologo, interpretato da Giampiero Iudica (attualmente in scena in Raccontami), che con il suo carattere rissoso mina gli equilibri del personale ospedaliero, faticosamente creati dalla carismatica Morelli». Il finale è aperto. Se Medicina generale funzionerà, è prevista una seconda serie.