Douibi: sociologa, ultima, dolorante, felice

Per onorare il padre, morto 18 mesi fa, ha chiesto di gareggiare con i colori dell'Algeria. Nelle Olimpiadi di colore rosa, commuove la storia personale di Christelle Laura Douibi, ventenne di madre francese e padre algerino. Discesista senza pretese, se non «quella di competere ai Giochi», con il pensiero al papà che non c'è più, con la tenacissima voglia di battere la sfortuna che l'ha perseguitata con una sequela di infortuni. Una volta, durante un allenamento, si è schiantata contro un cannone per la neve artificiale, e un altro grave infortunio al ginocchio l'ha fatta camminare con le stampelle per tre mesi. «Quando scendo in pista ho un male tremendo, ma stringo i denti. Un'Olimpiade è un evento eccezionale». Nelle prime due prove cronometrate è arrivata sempre ultima, a 14 e 15 secondi dalle più veloci. «Non sono certo qui per piazzarmi tra le prime 15». Ha 20 anni e un sogno: «Ho la doppia cittadinanza e amo tanto la Francia come l'Algeria. Forse un giorno tornerò nella terra di mio padre». Studia sociologia ed è riservista volontaria dell'Esercito francese. «Faccio la libera e il superG. La pista è lunghissima, piena di salti, le gambe mi fanno male, ma ci sarò».