Ma dov’è finita Emma Bonino?

Fausto Bertinotti è stato bravo. Il Dalai Lama, che nessuno voleva incontrare per timore di ritorsioni cinesi, è stato formalmente invitato nella Sala della Lupa, la più importante della Camera: sono stati esauditi i 289 deputati che avevano firmato affinché il capo spirituale potesse essere ricevuto col medesimo rilievo istituzionale già riservatogli da Usa, Canada, Germania e Austria. A questo punto, però, diventa ancora più imbarazzante che a incontrare il Dalai Lama non sia anche il governo: l’hanno incontrato Bush e la Merkel, tra altri, ma Prodi non ci sente, rifiutò già l’anno scorso. È uomo che vorrebbe togliere l’embargo delle armi ai cinesi, d’accordo: ma qui tornerebbe utile una parolina dei radicali, visto che secondo indiscrezioni sono al governo. Ma Emma Bonino, per dire, sembra sparita. Marco Pannella, intervistato dal Corriere il 26 novembre, si era detto sicuro: «Spero e credo che Emma incontrerà il Dalai Lama». Per ora silenzio assoluto. La Bonino è in una posizione delicata, certo: è ministro per il Commercio estero, in prima fila davanti a eventuali ritorsioni cinesi. C’è da capirla, resta che tra le tante novità politiche di questo periodo ci appuntiamo anche questa: che un oppositore radicale resta un radicale, un ministro radicale diventa un ministro.