«Dove è finita la presunzione di innocenza?»

Ho letto con piacere l’intervento del signor Granai, il genoano di sinistra che addirittura si rivolge al Presidente del Consiglio per scusarsi.
Il suo discorso nasce dalla politica e va ad insinuarsi nelle attuali tristi vicende del Vecchio Grifone; ma penso sia facilmente allargabile a tanti altri aspetti altrettanto discutibili.
La direttrice è comune: si parla infatti di presunte violazioni di norme giuridiche che dovrebbero tutelare tutti quanti, dal sopra citato Presidente in giù. Pensiamo alle innumerevoli fughe di notizie: il caso di Silvio Berlusconi, a conoscenza dell’avviso di garanzia prima dai giornali e non dalla magistratura, durante una riunione tra i principali capi di stato mentre rappresentava il nostro paese è sicuramente uno dei più eclatanti; ma anche il caso Genoa desta qualche perplessità: il segreto istruttorio sembra prevalere nei confronti degli avvocati difensori mentre sui giornali si possono leggere quotidianamente un sacco di indiscrezioni. I Media sono stati impeccabili in tutto questo? La mano sul fuoco non la metterei, ma l’errore se c’è stato è a monte, da parte di chi ha favorito la fuga di notizie.Ma tutto questo non genera una violazione della tanto decantata privacy?
È vero che se la persona in questione è particolarmente famosa la tutela a livello di privacy è minore, ma per quello che riguarda la presunzione d’innocenza, principio riconosciuto nella più alta fonte giuridica del nostro paese?
Se la giustizia si fermasse alle notizie trapelate dalle sedi giudiziarie e scritte sui giornali: Berlusconi è passato da mafioso, a ladro, ad assassino…. Andreotti avrebbe giocato a briscola con Totò Riina pianificando cose terrificanti… nel suo piccolo, il Genoa sarebbe l’unico fonte del marciume nel mondo del calcio (sperando comunque che se ne dimostri l’innocenza).
Quando però, le accuse a seguito di giudizi ed assoluzioni risultano inesistenti o infondate, chi paga per l’ingiusta lesione dell’immagine della persona fisica o giuridica coinvolta?E nei casi trattati finora si parla di soli vizi di forma. In caso di errori ancora più grossolani, quando ad esempio, «incarcerato ingiustamente per 12 anni viene scagionato e risarcito con un’ingente somma di denaro»…. E quelli che hanno causato tutto questo? Vengono radiati dai rispettivi ordini di appartenenza? Sinceramente spero di si, così come deve pagare chi è colpevole.
Voi cosa ne pensate?