Dove son finiti i casi Vieri e Trefoloni?

L o ripetono da giorni. «È soltanto una questione di giorni».
E nel frattempo non c’è traccia di un intervento, deciso, dell’ufficio indagini della federcalcio sull’«affare Trefoloni». L’arbitro toscano, tornato alla ribalta per la pubblicazione dei famosi verbali resi ai carabinieri nei quali confessò alcuni gravi peccati commessi durante la gestione Bergamo-Pairetto, è sempre a bagnomaria.
E nel frattempo, il designatore Tedeschi, è quasi «costretto» all’utilizzo del fischietto. Secondo alcune fonti, Trefoloni non è stato neanche interrogato da Francesco Saverio Borrelli che è sempre molto impegnato nel rilasciare interviste e nel distribuire bacchettate a destra e a sinistra e questo pare francamente un ritardo misterioso. «Palazzi e Borrelli lavorano in pieno concerto» riferiscono dalla federcalcio. Noi ci fidiamo dell’assicurazione ricevuta. Ma forse, dopo il concerto, è venuto il momento di rendere pubblica una decisione. Una qualsiasi, capace però di mettere il punto nella vicenda.
Allo stesso modo colpisce il ritardo col quale l’ex capo del pool di mani pulite scandisce il suo lavoro in merito alla spy-story Inter-Vieri. È stato interrogato il presidente della società nerazzurra Massimo Moratti, con un clamore persino eccessivo, poi è toccato a Bobo Vieri, cioè le due parti in causa, quindi è intervenuto il riserbo assoluto. È lecito chiedere all’inflessibile censore dei costumi calcistici italiani un aggiornamento sulla vicenda? Come si comporterà l’ufficio?
Il caso è da considerarsi chiuso, come sostengono Moratti e i suoi legali, oppure ci sono altri accertamenti da fare?
A questi interrogativi terra terra vorremmo ricevere risposte esaurienti e convincenti. E non c’è bisogno di una filippica su come un dirigente di società debba intendere la vita privata di un calciatore. Ci basta una notizia.