«Dovete bocciare nostra figlia non ha meritato la promozione»

Genitori contro il liceo linguistico Manzoni: «Non ha basi solide e solo così può cambiare istituto»

«Signor sindaco, faccia bocciare nostra figlia». Kafkiano, ma vero. Due genitori chiedono che una ragazzina di quindici anni non sia ammessa al secondo anno del civico liceo linguistico Manzoni, esigono di poterla trasferire in un altro istituto, non ci riescono e danno vita a una protesta dal sapore paradossale.
Questione di debiti formativi. La giovane, iscritta al primo anno, era stata ammessa al secondo con tre debiti formativi e una valutazione negativa sulla capacità di organizzare lo studio. E considerato anche il cattivo rapporto instaurato con i docenti, i genitori avevano deciso di trasferirla in un altro istituto. E qui nascono i problemi.
Primo, l’istituto scelto prevede l’insegnamento di una lingua in più rispetto a quelle finora studiate dalla ragazza. In questo modo, alle tre materie che la ragazza si troverà a recuperare, se ne aggiungerebbe un’altra. E la cosa non è prevista dai regolamenti ministeriali.
Secondo, il liceo Manzoni si è finora opposto a ogni richiesta dei genitori di rivedere la valutazione della figlia. «Questo istituto - racconta il padre - pur di impedirci di cambiare scuola, sta venendo meno alla sua missione, che è quella di avere a cuore l’educazione dei ragazzi. In prima liceo si gettano le basi della formazione, e noi vogliamo garantire a nostra figlia l’opportunità di averne di solide, ricominciando da capo in un altro istituto». «Solo con una bocciatura potremo trasferire nostra figlia in un nuovo istituto», aggiunge la madre, che denuncia «un atteggiamento vessatorio della scuola nei nostri confronti».
E, in effetti, i genitori ci avevano provato in tutti modi. Prima rivolgendosi agli insegnanti, poi chiedendo ripetutamente un incontro col preside «che - spiega ancora il padre - ci ha ricevuti solo il giorno in cui sono stati pubblicati i quadri». Troppo tardi. La figlia ormai era stata promossa.
E anche la studentessa si dice decisa a «ricominciare daccapo, voglio colmare le mie lacune e consolidare la mia preparazione. Preferisco cambiare scuola, perché non mi sono sentita capita».
Così, questa mattina, i due genitori saranno davanti a Palazzo Marino per parlare col vicesindaco Riccardo De Corato, al quale presenteranno un’istanza per il riesame della valutazione scolastica. E visto che l’Istituto linguistico Manzoni è gestito dal Comune, l’intervento di un’autorità cittadina eviterebbe il ricorso alla magistratuta amministrativa. Ma, dovesse servire, i due genitori si rivolgeranno al Tar. L’hanno già detto, e non hanno intenzione di mollare. La figlia dev’essere bocciata.