Doveva partire per Sharm «Ma a Djerba è più sicuro»

Paola e Isa, due storie parallele, due vite spezzate e la disperazione dei fidanzati sopravvissuti. Dopo gli attentati terroristici nel Mar Rosso, avevano cambiato idea prenotando una vacanza serena in Tunisia

Massimo Malpica

nostro inviato a Bari

Il sogno di un'estate serena li aveva spinti a cambiare programma per le vacanze d’agosto. Meglio un luogo più tranquillo. E così la settimana all inclusive prenotata da tempo, a giugno, sul mar Rosso, a Sharm el Sheik, in quel paradiso per turisti divenuto inferno dopo gli attentati di fine luglio, aveva improvvisamente perso appeal.
Paola Di Ciaula e il suo fidanzato, Luca Squicciarini, di fronte alle immagini di morte e distruzione tra gli alberghi e i centri commerciali della località egiziana si erano spaventati, soprattutto lei. E alla paura si erano aggiunti anche i consigli di amici e parenti a cambiare destinazione, rendendo alla fine inevitabile la decisione di annullare il viaggio, sostituendolo con una settimana nella «dolce Djerba», in Tunisia.
Ma proprio la scelta dettata dalla prudenza, dal desiderio di tenersi alla larga da una destinazione considerata ormai troppo a rischio, è stata fatale alla ragazza, ricordano ora disperati i parenti di Paola, morta nel pomeriggio di sabato scorso nell'incidente dell'Atr-72 della compagnia tunisina Tuninter.
La giovane, una 27enne «sempre con il sorriso sulle labbra», come la ricorda un amico, dai bei lineamenti e dai lunghi capelli lisci e scuri, era figlia di un geometra del Comune di Modugno da poco in pensione, e si era recentemente laureata in architettura al Politecnico di Bari.
La speranza già fragile che potesse essersela cavata, che fosse sopravvissuta al disastroso ammaraggio dell'Atr tunisino è tramontata ieri mattina, quando un suo familiare giunto sabato sera a Palermo (mentre i genitori, distrutti dal dolore, non hanno avuto la forza di partire e si sono chiusi in casa a Modugno, in via Sorrento) ha identificato il corpo di Paola: è morta sul colpo, per le gravi ferite riportate alla testa nell’impatto violentissimo del velivolo con l’acqua. Luca, il suo fidanzato, che di anni ne ha 31 e fa l'agente nella polizia stradale del capoluogo pugliese, invece se l'è cavata.
Ricoverato in un ospedale di Palermo, non è ferito gravemente. È riuscito a liberarsi dal sedile, a lasciare la carlinga dell'aereo che affondava in mare e a restare a galla fino all'arrivo dei soccorsi. Passato anche lui dalla gioia di quel primo volo che lo avrebbe portato in vacanza al terrore dell'impatto con le onde, non scorderà mai un viaggio che gli ha cambiato la vita per sempre.
Eppure solo poche ore prima la giovane coppia scherzava, nel settore partenze del nuovissimo aeroporto di Bari-Palese, con altri due ragazzi di Modugno: Gianfranco Basile e Isa Ruta. Storie parallele. Anche Gianfranco, 26 anni, ingegnere, è ferito in modo non grave (una frattura del femore). Presto potrà lasciare l'ospedale siciliano dove gli tiene compagnia il fratello, arrivato subito nel capoluogo isolano e felice di poterlo riabbracciare.
Isa, invece, non ce l'ha fatta. Anche per lei, che lavorava come impiegata amministrativa all'università di Bari, il sogno di sette giorni spensierati da trascorrere insieme al suo uomo tra spiagge, mare e sole si è chiuso per sempre tra le lamiere del charter della Tuninter.
«Due ragazzi tranquilli, innamorati, persone serie, soprattutto con le idee chiare e tanti progetti», racconta un amico di Paola Di Ciaula e Luca Squicciarini davanti al portone di casa della famiglia della ragazza. E le due giovani di Modugno, Isa e Paola, le due vite spezzate sabato pomeriggio da un destino beffardo le ricorda con affetto anche il sindaco di questo paese alle porte di Bari, Giuseppe Rana, che al termine di una riunione straordinaria della giunta ha deciso di proclamare due giorni di lutto.
«Questa - ha detto - è una tragedia che scuote profondamente tutta la nostra comunità».