«Dovremmo uccidere chi offende Maometto»

Gian Micalessin

da Gaza

Brucia il blu dell’Europa. Arde il rosso biancocrociato di Copenaghen. La folla strepita. Mille dita s’alzano al cielo. «Allah solo tu, nient'altro che tu e Maometto il tuo profeta». Folate nerastre coprono le bandiere verdi di Hamas, inondano la piazza del Parlamento. «Danimarca vigliacca, Europa codarda», l’urlo rancoroso riecheggia cupo, invade tutta Gaza. Stretto nel doppio anello di guardie del corpo e militanti silenziosi, il grande capo osserva corrucciato e tace. Mahmoud Zahar è un ometto minuto. Un pensionato in vestito chiaro tra giganti in mimetica e casacche verde militare. Ma tra quella barba brizzolata e le sopracciglia cespugliose arde uno sguardo astioso. Allunga la mano, ti fa passare, ma se gli chiedi conto delle bandiere bruciate, degli slogan minacciosi il tono si fa subito assai poco colloquiale.
«Come vi permettete di venir qui e accusarci di violenza - tuona il capo di Hamas in questa intervista esclusiva a Il Giornale, mentre tutt’attorno il suo popolo s'agita e rumoreggia - avremmo dovuto uccidere tutti coloro che offendono il Profeta e invece siamo qui a dimostrare pacificamente. Avremmo dovuto ammazzarli, chiedere la giusta punizione per chi non rispetta né la religione, né i suoi simboli più sacri, invece ci limitiamo a protestare e voi continuate ad accusarci. Questo è il vostro atteggiamento, continuate a provocare anche quando cerchiamo di non reagire».
Non le sembra eccessivo accusare e minacciare tutti gli europei per una semplice vignetta.
«Hamas non minaccia nessuno, ma Danimarca, Francia, Norvegia ed Europa sembrano perfettamente d’accordo con chi ha disegnato quella vignetta. Non hanno fatto niente per fermare i responsabili, non hanno fatto niente per riconciliarsi con l’islam, anzi hanno utilizzato questo pretesto per alzare i toni e rendere più dura la provocazione e lo scontro».
Hamas ha vinto le elezioni e si prepara a governare, quest’ennesimo duello non le sembra pericoloso?
«Da voi qualcuno minaccia di bruciare il Corano e voi ci accusate di esagerare? Vergognatevi. L’Europa deve stare molto attenta. Se chi promette di bruciare il sacro Corano verrà messo in condizione di compiere quel sacrilegio andrete incontro a un errore storico, un errore senza via di ritorno. Un errore di cui tutto l'Occidente si pentirà amaramente».
Attaccando l’Europa, i palestinesi attaccano gli unici Paesi che li hanno sempre difesi, non le sembra che questo sia un errore?
«Questa faccenda non riguarda soltanto l’Europa e i palestinesi, l’insulto colpisce tutto il mondo musulmano. È uno scontro globale e l’Europa ha la responsabilità di averlo innescato. Noi non protestiamo in quanto palestinesi, ma in quanto musulmani insultati e oltraggiati da chi ignora i nostri simboli e dissacra l’immagine del profeta Maometto».
Allora che cosa pretendete dall’Europa?
«Sapete bene cosa dovete fare, non sono io a dovervelo spiegare. Riflettete e capirete qual è l'atteggiamento giusto».
Lei però s'è impegnato a difendere i cristiani di Gaza.
«Certo, Hamas non vuole violenze e non le vuole soprattutto contro i nostri fratelli cristiani e cattolici. Loro non hanno nessuna responsabilità per quegli insulti. Loro, qui a Gaza, ci hanno sempre rispettato. Per questo i militanti di Hamas sono pronti a difendere le loro scuole e le loro chiese se qualcuno tenterà di attaccarle. Su questo mi sono impegnato personalmente e ho dato la mia parola».
Oggi lei doveva incontrare Abu Mazen e discutere del nuovo governo.
«L’incontro non ci sarà, è ancora troppo presto. Abbiamo chiesto a Fatah di entrare nell’esecutivo, ma loro ci hanno chiesto una decina di giorni per risponderci. Dunque aspetteremo di capire quale sia la loro posizione».
Intanto l’Egitto vi chiede di riconoscere Israele e di mettere fine alla violenza.
«La nostra posizione non cambia. Riconosceremo Israele solo quando si sarà ritirato, ma siamo pronti a concedere una tregua di lunga durata. Da più di un anno i nostri combattenti non mettono a segno una sola operazione. Se gli occupanti non ci attaccheranno la tregua potrà durare ancora a lungo».