Dpef, dai sindacati secco no al governo su tagli e inflazione

Gian Battista Bozzo

da Roma

Sindacati insoddisfatti al termine del confronto, ieri sera a Palazzo Chigi, sul Dpef: Cgil, Cisl e Uil temono che il governo inserisca nella prossima legge finanziaria forti tagli alla spesa sociale. Né va meglio sul fronte dell’inflazione programmata, che il governo fissa all’1,9% per il 2007. «È sotto il livello che sarebbe giusto», commenta il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani.
Sul fronte dei conti pubblici, Tommaso Padoa-Schioppa conferma ai sindacati una manovra correttiva da 35 miliardi per il 2007, con tagli in quattro macro-settori: previdenza, sanità, enti locali, pubblico impiego. Tuttavia, nel Dpef il governo deve ammettere che il «buco», almeno nei conti di quest’anno, è assai ridotto: il deficit 2006 si avvia verso il 4-4,1%, grazie a una crescita economica superiore alle aspettative (+ 1,5%) e al buon andamento delle entrate fiscali. Quanto al 2007, l’obiettivo del governo è di portare il deficit pubblico sotto il 3%: a questo fine si ipotizza una manovra correttiva da tre punti di pil, da attuarsi con la prossima legge finanziaria.
Il Documento di programmazione economica e finanziaria sarà approvato oggi dal Consiglio dei ministri. Ieri sera, a Cgil-Cisl-Uil, Romano Prodi e Tommaso Padoa-Schioppa hanno promesso attenzione alla crescita economica e non soltanto all’andamento dei conti pubblici. Confermata la riduzione «selettiva» del cuneo fiscale nel 2007, e il riordino complessivi del sistema degli incentivi alle imprese. «Ci hanno confermato l’entità della manovra, pari a tre punti di pil, ma senza approfondimenti - commenta polemico Epifani -. Sembra di cogliere una accentuazione sui tagli di spesa sociale, che non condividiamo. Non siamo soddisfatti delle informazioni - aggiunge - né dello squilibrio sui tagli. Ci riserviamo una valutazione dopo aver letto le 150 pagine del Dpef». Anche la Cisl ha espresso riserve sui tagli, ma anche sul metodo. Il segretario Raffaele Bonanni ha criticato Padoa-Schioppa rimproverandogli in particolare l’indicazione unilaterale dell’inflazione programmata. Insoddisfatta anche la Uil. Per lunedì è fissata una riunione della segreteria unitaria.
Uno degli argomenti «caldi» discussi ieri sera da governo e sindacati è stato proprio il livello dell’inflazione programmata: è uno dei numeri «sensibili» del Dpef, visto che con il sistema attuale serve per fare i contratti di lavoro. Con l’inflazione effettiva che in giugno ha toccato il 2,3% e prezzi energetici che non accennano a fermarsi (sono in arrivo aumenti di luce e gas fra il 5,8 e il 4,2%), i sindacati hanno insistito per ottenere una cifra di inflazione programmata vicina a quella reale, spuntando solo l’1,9%.
Al Dpef sarà allegato un documento del ministero delle Infrastrutture riguardante le linee programmatiche sulle grandi opere pubbliche. A Ferrovie e Anas, secondo il ministro Antonio Di Pietro, servono rispettivamente 4,4 e 4 miliardi per i cantieri. La manovra-bis ha concesso 2,8 miliardi complessivamente. Di Pietro ha anche annunciato che farà delle proposte per cancellare il progetto del ponte sullo Stretto di Messina evitando di versare penali.