Il Dr. House chiude: l’ottava serie sarà l’ultima

Nessuna crisi negli ascolti. Al contrario: gli attori sono così amati
che i loro cachet costano troppo. E il bilancio rischia il ricovero. Anche tagliando il budget del 20% ogni puntata non vale meno di 5 milioni di dollari

Otto stagioni, non più di otto. Se dovessimo scegliere un linguaggio un po’ millenaristico potremmo formularla in questo modo, la profezia di «fine dei tempi» che si è abbattuta su una delle serie più amate dal pubblico dei medical drama (e non solo): Dr House. Dopo ben sette stagioni in cui Gregory House e il suo team ospedaliero hanno tenuto col fiato sospeso milioni di spettatori sembra che la Nbc e gli altri produttori inizino a considerare troppo onerosi i costi di realizzazione. Si sa, la crisi c’è per tutti e a questo punto a farne le spese potrebbe essere la squadra diagnostica del fittizio ospedale universitario Princeton-Plainsboro Teaching Hospital, nel New Jersey. E per di più potrebbe trattarsi di un «tutti a casa» non provocato dai cali degli ascolti, quanto piuttosto dal troppo successo.

A partire dall’attore inglese Hugh Laurie, che interpreta il claudicante e super cinico House, molti membri del cast della serie si sono costruiti una fama e una carriera stellare, il pubblico spera e soffre con loro. E così anche i loro compensi si sono innalzati verso l’empireo di cifre a cinque zeri per ogni singola puntata. Senza Laurie e il suo carisma, infatti, la serie non ha senso di esistere. E il pubblico all’idea di trovarsi un altro House sullo schermo sarebbe pronto a sparare nel video (in Italia già la morte del suo doppiatore, Sergio Di Stefano, ha provocato panico e apprensione e un dibattito infinito sul sostituto). Il risultato però è che ormai Laurie costa circa 280mila dollari a puntata (è probabilmente l’attore più pagato della televisione). E sono salite a dismisura anche le quotazioni di altri membri del cast, come quelle di Lisa Edelstein che interpreta la fascinosa dottoressa Lisa Cuddy o di Robert Sean Leonard nei panni di James Wilson. Ecco perché da mesi si rincorrevano le voci di una possibile sospensione della serie, ed ecco perché le apparizioni di un altro dei personaggi più amati, la dottoressa Remy Beauregard Hadley (soprannominata Tredici), secondo i malevoli, erano state limitate all’osso già nella settima serie (l’attrice che la interpreta, Olivia Wilde, dopo Tron Legacy è diventata una star a tutti gli effetti, molto richiesta e piena di impegni).

Ora però è arrivata anche una conferma ufficiale, dalla bocca dello stesso Laurie. Intervistato da Radio Times, ha confermato che ci sarà un’ottava stagione, ma che «contrattualmente parlando» sarà l’ultima. E per portarla a casa sono stati previsti tagli di circa il 20 per cento del budget, richiesti dalla Fox. E anche così il costo di ogni singola puntata si aggirerà attorno ai 5 milioni di dollari. L’idea è che gli attori che costano compariranno un po’ meno, anche se verranno mantenuti tutti i veterani che sono poi i prediletti dal pubblico: da Olivia Wilde a Robert Sean Leonard, da Omar Epps a Lisa Edelstein.
Disperazione annunciata per i fan? È presto per dirlo. Quando tutta l’ottava serie sarà girata può darsi che qualcuno ci ripensi. E far sapere che è l’ultima è sempre un buon modo per inchiodare la gente allo schermo. Però l’impressione è che, anche da parte di Laurie, ci sia una certa stanchezza. Sempre parlando con Radio Times ha detto: «Fare un programma tv settimanale è come arruolarsi in marina. Vuol dire stare fuori casa 10 mesi l’anno». E se il distacco dalla famiglia inizia ormai a pesargli, è evidente che sta andando a caccia anche di altri stimoli professionali. Come la sua carriera di bluesman che lo ha portato a pubblicare recentemente in inghilterra l’album Let Them Talk. Insomma, ha capito che legare la propria immagine a un solo personaggio non è salutare (vedasi il destino di grandi attori come Peter Falk o Telly Savalas che sono rimasti inchiodati a un ruolo). Appendere il camice al chiodo può essere quindi una grossa rinuncia, ma è sempre meglio farlo quando il format «tira» ancora, piuttosto che dopo aver imboccato il Viale del tramonto. Sì, quello è un titolo, molto hollywoodiano, che Laurie non vuole recitare.