Dr House e Closer da oggi in esclusiva sul digitale terrestre

Parte la nuova offerta di Tv a pagamento di Mediaset con tremila ore all’anno di film e telefilm. Berlusconi Jr: «Puntiamo ad essere la più grande major europea»

nostro inviato a Montecarlo

Film e telefilm americani: i prodotti più moderni, i classici e i blockbuster per famiglia, le commedie per il pubblico femminile e le storie d'azione più avvincenti per quello maschile. E' arrivato il giorno dell'accelerazione del digitale terrestre di Mediaset, uno scatto in avanti, una discesa in campo, come si direbbe con metafora abusata, sul terreno della pay tv. Oggi alle 13.30 per chi già possiede il decoder digitale e la scheda prepagata di Mediaset Premium si accenderà Premium Gallery, l'offerta non di tre canali tematici ma di tre nuovi mondi - Mja, Joi e Steel - composta di film e telefilm di grande impatto che la tv commerciale ha acquistato dalla Warner e da Universal per circa 400 milioni di euro, e di cui possiede i diritti di sfruttamento esclusivi per quattro anni su tutte le piattaforme, dall'analogico al digitale terrestre fino a quello satellitare. Per intenderci, tra i film acquistati ci sono titoli come The Prestige con cui su Joi s'inaugura Gallery, l'ultimo King Kong, 300, e tra le serie la quarta stagione di Dr. House, la quinta di Nip/Tuck, la prima di Closer, Gossip Girl, Life: tutti destinati a sfondare stavolta sul digitale terrestre, anziché su Sky come successo per esempio a Csi o Desperate housewives, prima di atterrare sulla tv in chiaro, Rai o Mediaset che fosse.
Qualcuno ha letto questo rinnovato impegno del gruppo di Cologno Monzese come una strategia di sfida a Sky, se non altro per il fatto che l'esclusiva sulla tv commerciale si traduce in 250 film l'anno e il 35 per cento di serie in meno visibili sui canali di Fox e Sky Cinema. In realtà, la trattativa già avviata con gli uomini di Murdoch potrebbe concludersi presto. Come conferma il commento da Milano di Tullio Camiglieri di Sky che «saluta con piacere la nuova offerta Mediaset». A quel punto, i contenuti di Premium Gallery sarebbero fruibili, con un canone che compete a Sky stabilire (sul digitale Mediaset il costo dei sarà di 8 euro mensili, da scalare sulle carte prepagate) anche via satellite. Insomma, Mediaset ci crede e ci punta tanto che ha investito 10 milioni per la campagna pubblicitaria con Hugh Laurie e Uma Thurman per bucare una certa opacità che ancora avvolge la programmazione del digitale terrestre. «La nostra strategia è creare una minima concorrenza alla tv satellitare, monopolista nel suo campo», ha spiegato Pier Silvio Berlusconi nella due giorni di incontri con la stampa appena conclusi a Montecarlo. «Nessuna aggressione, noi andiamo per la nostra strada. Abbiamo acquistato dei prodotti in esclusiva e intendiamo sfruttarli e proporli al meglio ai nostri utenti. Nello stesso tempo siamo in buoni rapporti anche con l'emittente satellitare e i gestori di altre piattaforme ai quali possiamo rivenderli. A giorni vedrò James Murdoch (responsabile Sky per l'Europa e l'Asia) e spero che l'accordo vada in porto. Anche se non è facile cerchiamo di convivere». E tutto fa credere che così sarà, considerate anche le buone premesse della cessione dei diritti del Grande fratello e di Amici per la visione non stop su Sky Vivo. «L'anno scorso GF non l'avevamo concesso perché Sky aveva chiesto l'esclusiva dei diritti criptati», ha spiegato sempre il vicepresidente di Mediaset.
Attualmente i decoder digitali sono un milione e 200 mila e la spesa media annuale per utente è di 50 euro. «Vogliamo raddoppiare questo importo», ha spiegato Marco Leonardi, direttore di Mediaset Premium. «L'obiettivo è raggiungere il break even nel 2010 con tre milioni di utenti», ha precisato Federico Di Chio, direttore Tv digitale Mediaset. Con questo rinnovato impegno nella pay tv, possibile grazie ai buoni risultati del 2007 (4 miliardi di euro di ricavi, l'85% proveniente dalla pubblicità e il 15 da altre attività) e all'andamento positivo della raccolta pubblicitaria d'inizio 2008, si avvicina quello che Berlusconi jr. ha disegnato come l'obiettivo del gruppo: «Essere la prima major europea, su modello delle grandi compagnie americane: da broadcaster di tv generalista a produttore di contenuti propri nella fiction e nel cinema - presto Medusa e Taodue si fonderanno in un'unica società per incrementare l'esportazione all’estero - e nell'intrattenimento, rafforzati dall'acquisizione di Endemol». Insomma, un editore televisivo globale.