Draghi ai pm: "Conflitto d'interessi tra analisti e uffici che producono rating"

L'allora governatore di Bankitalia ai magistrati di Trani nel 2011 denunciò: "Le società che proponevano i prodotti strutturati soggetti a rating erano società da cui dipendevano quelle stesse agenzie"

Da presidente della Bce, Mario Draghi ha spesso criticato le agenzie di rating, chiedendo una maggiore trasparenza. Quello che fino ad oggi non si sapeva è che il governatore della banca europea ha ribadito la sua posizione anche davanti ai magistrati di Trani, quelli che stanno indagando su Moody's & Co. per capire se spread e crisi finanziaria sia stata creata "ad hoc".

"Conosco il fenomeno, che esiste ed è documentato", ha detto Draghi ai pm, come rivelato dal Tg5, "Vi è un conflitto tra analisti e uffici che producono il rating. Va rammentato che le società che proponevano i prodotti strutturati soggetti a rating erano società da cui dipendevano quelle stesse agenzie". Ascoltato il 24 gennaio 2011, l'allora governatore della Banca d'Italia analizzò il momento economico: "Il sistema bancario italiano è robusto, il deficit di parte corrente è basso, il risparmio è alto. Il debito complessivo di famiglia, imprese e Stato è basso rispetto ad altri paesi". Poi l'accusa: "L’aumento di volatilità nel prezzo dei titoli è un sicuro danno derivante da queste valutazioni". E soprattutto a causa dei giudizi negativi da parte delle agenzie "gli investitori non trovano conveniente sottoscrivere titoli di banche e gli stessi titoli di Stato".