Draghi in Bankitalia a partire da metà mese

Verso la conferma di Desario alla direzione generale fino a maggio. Il nodo Bnl e i rapporti con Goldman Sachs

da Roma

Mario Draghi si insedierà in via Nazionale prima del previsto. S’era parlato, al momento della nomina, di un arrivo a fine gennaio, o ai primi di febbraio; in realtà il nuovo governatore della Banca d’Italia dovrebbe fare il suo ingresso a palazzo Koch a metà mese, forse lunedì 16, si dice alla banca centrale. Contemporaneamente, sempre secondo indiscrezioni, si allungherebbe, più o meno sino all’assemblea del 31 maggio prossimo, il mandato di Vincenzo Desario alla direzione generale. In questo senso avrebbero concordato Draghi e Desario nel corso dell’incontro del 30 dicembre scorso a palazzo Koch.
Se la decisione di Draghi di prendere possesso del suo ufficio a metà mese sarà confermata, il governo ne sarà certamente soddisfatto. Nelle scorse ore era infatti emerso un certo disappunto: perché accelerare al massimo i tempi della nomina, si chiedevano ambienti vicini al ministro dell’Economia Giulio Tremonti, se poi ci vuole un mese per il passaggio delle consegne? Il ministro dell’Economia vorrebbe convocare al più presto un Cicr (Comitato interministeriale per il credito e il risparmio) che veda, oltre a quella di Draghi, la presenza dei presidenti della Consob, Lamberto Cardia, e dell’Antitrust, Antonio Catricalà, per discutere l’attribuzione delle competenze di vigilanza dopo l’approvazione della legge sul risparmio. Per il momento, però, non c’è alcuna convocazione del Comitato.
Prima di metà mese, il neo governatore andrà a New York per il commiato con i vertici della Goldman Sachs. La grande banca d’affari attraverso i suoi portavoce, ha mostrato evidente soddisfazione per la nomina di Draghi al vertice della Banca d’Italia. Ma nelle scorse ore il Wall street journal rilevava il potenziale conflitto d’interessi del neo governatore proprio per il suo lavoro alla Goldman Sachs: «La prima grossa sfida che Mr Draghi deve affrontare - si legge sul Journal - è se approvare o no l’offerta di Unipol per la Banca nazionale del lavoro. E se la Banca d’Italia non decidesse imparzialmente e con diligenza, la sua reputazione perderebbe un altro colpo. Il problema è che non è facile per Draghi essere coinvolto (nella decisione, ndr), in quanto il suo precedente datore di lavoro è stato advisor del banco di Bilbao in un’offerta rivale per Bnl». La soluzione più ovvia per il Wsj è di decidere alla svelta, affidando questo compito a Vincenzo Desario: «Non c’è alcuna ragione perché non debba farlo». Per evitare il possibile conflitto d’interesse, afferma il senatore ds Massimo Brutti, Bankitalia deve decidere su Unipol-Bnl «in tempi brevi».