Draghi: "Debito e pensioni, troppi ritardi del governo"

Il governatore della Banca d'Italia, intervenuto al Senato per la consueta audizione sul Dpef, critica le scelte del governo. "La fase congiunturale favorevole avrebbe consentito un più rapido riequilibrio dei conti". Sulle pensioni: "Aumentare gradualmente l'età". Per far crescere l'economia: "Necessario ridurre le tasse"

Roma - Il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi nella sua audizione al Senato su Dpef sottolinea che "è necessario ampliare l’orizzonte temporale di riferimento dell’azione politica. Ridurre il debito pubblico e aggiungo: garantire la sostenibilità del sistema previdenziale, devono essere il primo investimento dello Stato a favore dei giovani e delle generazioni future". Il giudizio di Draghi è particolarmente negativo anche in relazione alla favorevole congiuntura economica, che avrebbe consentito obiettivi più ambiziosi.

L'obiettivo del pareggio di bilancio Il numero uno di via Nazionale ha anche criticato il rinvio al 2011 dell’obiettivo di pareggio del bilancio. "La fase congiunturale favorevole", ha detto, "avrebbe consentito di accelerare il riequilibrio dei conti". Il rischio, ha aggiunto, "è di dover correggere in futuro, in condizioni cicliche forse più difficili, le scelte di oggi".

Necessario ridurre le tasse Il governatore della Banca d’Italia, torna ancora una volta a indicare la strada della riduzione della pressione fiscale per "dare sostegno alle politiche volte a elevare il potenziale di crescita della nostra economia". Parlando davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato il governatore ribadisce che la pressione fiscale in Italia "si colloca in prossimità dei valori più alti degli ultimi decenni" attestandosi quest’anno al 42,8% . Quindi, sarebbe opportuna "la definizione di un programma di incisiva riduzione del prelievo".

Consumi in crescita I consumi delle famiglie nel 2007 sono destinati a crescere dell’1,9%, consolidando la ripresa già delineatasi lo scorso anno e contribuendo a sostenere il quadro congiunturale. Questo anche perché "dopo il forte aumento del prelievo registrato nel 2006, la pressione tributaria tende a stabilizzarsi". È quanto si afferma nel bollettino economico di Bankitalia.

Sale la produzione industriale Dopo il rallentamento nel primo trimestre, la produzione industriale ha ripreso a crescere: a maggio l’indice della produzione industriale ha ripreso ad aumentare, con un incremento di quasi un punto percentuale rispetto ad aprile. Per giugno, le stime di via Nazionale indicano "un ulteriore incremento della produzione industriale dell’ordine di mezzo punto percentuale".

Crescita al 2% nel 2007. Nel 2008 all'1,7% Continua la fase di ripresa dell’economia italiana. Il pil aumenterà del 2% nel 2007 e un pò meno, dell’1,7%, nel 2008, alla luce della stima di una crescita dell’1,5%, in linea con le atttuali potenzialità, per la prima metà dell’anno in corso.