Draghi al «Fsf»: per la finanza restano i rischi

Trasparenza nei bilanci bancari. «Pronti a fornire liquidità se necessario»

da Roma

Trasparenza, trasparenza, e ancora trasparenza. Il Financial Stability Forum - l’organismo incaricato dal G7 di analizzare la crisi finanziaria scoppiata nell’agosto 2007, originata dai mutui subprime americani - chiude la due giorni di lavori a Roma sollecitando le istituzioni finanziarie a far emergere tutti i rischi delle loro posizioni, in bilancio e fuori bilancio. Non soltanto le banche, ma anche gli hedge fund, dovranno affinare gli strumenti con cui valutare i prodotti strutturati. Migliorare la trasparenza e la gestione del rischio: queste le parole d’ordine.
Sotto la guida di Mario Draghi, il Fsf ha ultimato il documento di analisi e di raccomandazioni che presenterà agli incontri primaverili del Fondo monetario internazionale, l’11 e 12 aprile prossimi, a Washington. La riunione romana, a palazzo Koch, è servita per gli ultimi aggiustamenti. Banchieri centrali, alti funzionari delle tesorerie e delle autorità di vigilanza del Paesi del G7, rappresentanti di Paesi con piazze finanziarie importanti come Australia, Hong Kong, Svizzera, Olanda hanno discusso la situazione per 48 ore, arrivando alla conclusione che «per la finanza globale si presentano ancora sfide significative». Con molti mercati di strumenti di cartolarizzazione «di fatto chiusi», si legge nel comunicato conclusivo della riunione, «nei bilanci delle banche si va accumulando un volume ingente di crediti che, in precedenza, venivano ceduti. Unitamente a perdite di valore sui mutui ed altre attività, questo processo provoca tensione sul grado di patrimonializzazione degli intermediari» e restringe il credito.
La crisi è tutt’altro che conclusa, ma le banche centrali - conferma la nota del Fsf, «continueranno a fornire liquidità per far fronte alle tensioni, fino a quando sarà necessario». Alla riunione romana è stato presentato un documento del Bafin (l’autorità di vigilanza bancaria in Germania) che, secondo anticipazioni del settimanale Der Spiegel, stimerebbe una perdita globale del sistema bancario tedesco nell’ordine dei 600 miliardi di dollari.