Draghi: "Garantire prezzi stabili"

Il governatore di Bankitalia ammonisce: dobbiamo essere credibili nel farlo, soprattutto nei periodi di difficoltà. Poi cita come esempio positivo la politica della Bundesbank.<a href="/video.pic1?ID=NP-200907" target="_blank"><strong> GUARDA il video commento: <font color="#ff6600">&quot;Chi ha paura della Borsa?&quot;</font> di Nicola Porro</strong></a>

Francoforte - «Essere credibili nel garantire la stabilità dei prezzi è più importante nei periodi di volatilità dei mercati perché ciò fornisce un solido ancoraggio alle aspettative nel medio termine». Lo ha detto il Governatore di Bankitalia Mario Draghi, nel corso del convegno per celebrare il cinquantenario della Bundesbank. «Stiamo celebrando - ha aggiunto Draghi - il successo di una brillante strategia politica che ha voluto porre il concetto della stabilità dei prezzi nella Bundesbank al centro dell’euro. E la Bundesbank ha dato questo concetto della stabilità dei prezzi a tutte le banche centrali che fanno parte della Banca Centrale Europea». Draghi è poi intervenuto sui modi diversi in cui le banche centrali stanno affrontando questa difficile fase di turbolenze finanziarie. «Tutte le banche centrali - ha spiegato - in questa congiuntura, anche se iniettano liquidità ciascuna per ragioni diverse e secondo le rispettive cornici istituzionali vogliono assicurarsi di essere percepite in modo tale che le loro politiche monetarie non subiscano gli effetti» della difficile situazione attuale.

Le citazioni di Carli e Baffi Il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi ha citato oggi anche gli ex governatori Guido Carli e Paolo Baffi per sottolineare quanto sia «estesa» l’interpretazione che gli istituti centrali danno al loro mandato, che attualmente - per la Banca centrale europea - è la stabilità dei prezzi. In particolare, durante il suo intervento al convegno sulla politica monetaria in Europa in corso oggi a Francoforte per celebrare il cinquantesimo anniversario della Bundesbank, ha citato due esempi del passato. «Nel 1967 c’è stata una conversazione tra l’allora governatore della Banca d’Italia Guido Carlo e Franco Modigliani - ha ricordato Draghi -. Carli disse che l’obiettivo principale della Banca d’Italia era quello di promuovere un livello di reddito e di investimento capace di chiudere il divario tra l’Italia e il resto dei Paesi nella Comunità economica europea». E solo «in quel momento - ha proseguito Draghi -, si sarebbe dovuto prendere in considerazione l’obiettivo della stabilità dei prezzi». Questa, ha commentato il governatore della Banca d’Italia, è una posizione «molto rimarchevole».

Baffi e il "giovane economista..." Draghi ha poi ricordato un episodio dell’inizio «degli anni Settanta, quando avevamo una inflazione rampante e continue svalutazioni del tasso di cambio». In particolare, Draghi ha citato una conversazione tra l’allora governatore della Banca d’Italia Paolo Baffi e un «giovane economista», cioè lo stesso Draghi. «Ricordo un giovane economista che chiedeva a Paolo Baffi come mai perseguisse l’obiettivo di stabilizzare il tasso di cambio reale invece di stabilizzare il livello dei prezzi o il tasso di cambio nominale - ha raccontato Draghi alla platea di banchieri centrali invitati dalla Bundesbank -. Baffi rispose che questo sarebbe stato dannoso alla crescita». «E allora ho detto..., cioè il giovane economista disse - ha proseguito Draghi lasciandosi sfuggire il particolare che era lui in realtà il giovane economista -: ma quello (della stabilizzazione del cambio reale) non è il suo mandato». E il governatore rispose: «Bene, bene, tu sei giovane, noi qui abbiamo le Brigate Rosse». Questi sono due esempi, ha concluso il governatore, «per dire quanto sia estesa l’interpretazione del mandato delle banche centrali».