Draghi: "I conti peggiorano, ridurre le tasse"

Per il governatore di Banca d'Italia "i progressi nel contenimento della spesa e nella lotta contro l'evasione" devono portare a imposte più leggere e fiscal drag prima del 2011. Bene la riforma della pubblica amministrazione e il federalismo fiscale "ma gli enti locali devono avere margini di manovra"

Roma - "La politica economica deve ora abbattere il debito e contribuire alla ripresa della crescita con servizi pubblici migliori e una riduzione del carico fiscale". Il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, nell'audizione in Parlamento sul Dpef, torna su un tema che da tempo è alla sua attenzione e su cui non manca di mettere l'accento. Dunque "è importante che i progressi nel contenimento della spesa e nella lotta contro l'evasione fiscale si traducano quanto prima in riduzioni delle aliquote d’imposta compatibilmente con il rispetto degli obiettivi di bilancio". Tradotto in poche parole, chiede al governo tasse più leggere e restituzione del fiscal drag prima del 2011.

Bene il pareggio di bilancio nel 2011 "Il Dpef conferma l'obiettivo del pareggio di bilancio nel 2011 nonostante la difficile situazione congiunturale. È un segnale di continuità negli impegni del nostro paese nei confronti dei partner europei", ha spiegato il governatore. "Il raggiungimento del pareggio, affidato all’aumento dell’avanzo primario, garantirà una rapida riduzione del rapporto tra debito e prodotto, un obiettivo essenziale alla luce delle sfavorevoli prospettive demografiche per i prossimi decenni".

Meno tasse per i lavoratori "La riduzione delle aliquote d’imposta gravanti su lavoratori e imprese rafforzerebbe gli interventi volti a dare sostegno alla crescita". Draghi insiste su questo punto, perché questo intervento "diminuirebbe le distorsioni dell’attività economica e migliorerebbe la posizione competitiva delle nostre imprese". Draghi chiede anche, "qualora si delineasse un andamento congiunturale più favorevole di quello atteso" di "restituire il drenaggio fiscale per sostenere il reddito disponibile delle famiglie".

"Nel 2008 i conti pubblici peggioreranno per il rallentamento dell’economia e le misure di bilancio. L’indebitamento netto dovrebbe aumentare - dice Draghi - risentendo del rallentamento della crescita e della manovra di bilancio definita lo scorso autunno". E "l’avanzo primario scenderebbe al 2,5 per cento". "Il peggioramento del saldo atteso per il 2008 rispetto alla Ruef - prosegue - riflette essenzialmente la riduzione delle entrate in connessione con l’ulteriore peggioramento delle prospettive di crescita".

Robin tax sulle banche, impatto sui clienti "L’inasprimento del prelievo a carico delle banche potrebbe riflettersi sulle condizioni offerte ai depositanti e ai prenditori di credito e in minore risorse per gli intermediari da accantonare a patrimonio" è la considerazione del governatore sulla Robin Hood tax a carico degli istituti di credito prevista dal decreto legge con la manovra.

Pubblica amministrazione, avanti con la riforma "L’introduzione di nuovi sistemi di valutazione del personale, la valorizzazione del merito e la maggiore responsabilizzazione dei dipendenti pubblici che il governo intende perseguire con una apposita legge delega" vanno nella direzione di "una incisiva riorganizzazione del lavoro pubblico che ne innalzi la produttività". "Questa è la sfida più importante e difficile per risanare i conti pubblici e sostenere la crescita", ha aggiunto.

Pensioni, via i disincentivi "Occorre proseguire nella rimozione dei vincoli e dei disincentivi che tengono lontana dal lavoro un’ampia quota della popolazione meno giovane". Draghi, parlando della previdenza evidenzia che la manovra rappresenta "un passo positivo". Però, "al fine di contenere la spesa e assicurare ai pensionati futuri pensioni adeguate, andrà tuttavia accresciuta nel medio-lungo periodo l’età media effettiva di pensionamento. L’abolizione del divieto di cumulo muove nella direzione di aumentare il tasso di attività dei cittadini e di 60 e più anni, che in Italia è ancora relativamente basso".

Federalismo fiscale, margini per gli enti locali "Anche il contributo alla correzione del saldo richiesto agli enti territoriali è considerevole", dice il Governatore. "Per un giudizio ponderato - sottolinea - occorre attendere la riforma del Patto di stabilità interno e il disegno di legge sul federalismo. Le modalità di realizzazione del federalismo fiscale saranno cruciali per rendere sostenibile il contenimento della spesa accrescendone l’efficienza e l’efficacia". Il "decentramento offre la possibilità - prosegue i- di calibrare l’offerta di servizi ai bisogni delle collettività locali e nel contempo consente agli elettori di giudicare con più immediatezza la qualità dell’azione pubblica. Per realizzare questi benefici occorre che il decentramento sia fondato su un sistema di responsabilità chiaro e coerente". L’autonomia fiscale, conclude Draghi, "deve realizzare al margine un collegamento diretto fra esborsi e tassazione. Al tal fine è opportuno che gli enti dispongano di adeguati margini di manovra su aliquote e basi imponibili".