Draghi insiste: «Banche più forti per far fronte a scalate straniere»

Il ministro Tremonti: «All’estero fanno sistema. È il momento di fare fusioni Italia su Italia»

da Roma

«Sulle banche sono d’accordo con Draghi e Tremonti: il tema vero è di aumentare la loro massa critica». Luca di Montezemolo, all’indomani della riunione del Cicr centrata sul rafforzamento del sistema creditizio nazionale, fa proprie le idee del governatore di Bankitalia e del ministro dell’Economia. «Le aggregazioni è il momento di farle, non possiamo pensare solo all’arrivo delle banche straniere - dice, incontrando la stampa a Bruxelles - : auspico sempre l’ingresso degli stranieri in Italia, ma spero anche nell’aggregazione delle banche nazionali».
Il presidente della Confindustria, facendo riferimento allo stop all’accordo fra San Paolo e Unicredito, critica la politica creditizia attuata finora: «Negli ultimi dieci anni - osserva - di aggregazioni importanti in Italia ce ne sono state poche, ne è mancata la possibilità». Per Montezemolo, istituti bancari di grandi dimensioni sono fondamentali anche per le imprese, che ora lavorano senza il sostegno di gruppi forti.
I contenuti della riunione del Cicr sono stati illustrati ieri dal governatore Draghi al Consiglio superiore della Banca d’Italia. Il sistema bancario deve rafforzarsi per far fronte alle possibili scalate estere, conferma il neo governatore. A questo fine, si può anche parlare di una revisione della legge sull’Opa che porta proprio il nome di Draghi. Nessun riferimento specifico da parte del governatore a casi concreti, spiega uno dei tredici consiglieri al termine della riunione: Draghi ha parlato della questione «in termini generali». Smentita invece, da parte di Bankitalia, la possibile richiesta di rinvio dell’adeguamento dello Statuto alla legge sul risparmio: «Stiamo lavorando», dicono in via Nazionale, ed il termine del 12 marzo previsto dalla legge sarà rispettato. La Consob, invece, avrà una proroga di un anno per varare i 19 regolamenti attuativi della legge sul risparmio.
Anche Giulio Tremonti torna sulla riunione Cicr di mercoledì, affermando che è «ora di finirla con le invidie e le storie di campanile: è il momento di fare fusioni Italia su Italia. All’estero - aggiunge - fanno sistema, governi e banche insieme. Noi pensavamo che bastasse il no della Banca d’Italia a bloccare tutto, ma non è così. Ci siamo illusi che bastassero i regolamenti per difenderci».
La legge sul risparmio ha modificato il quadro, ma anche l’esito dei due casi dell’estate - Antonveneta e Bnl - favorevole a istituti stranieri ha risolto di fatto la controversia fra Italia e Unione europea sulla gestione, da parte di Bankitalia, delle Opa straniere su banche nazionali. Lo conferma l’eurocommissario al mercato interno Charlie McCreevy, protagonista di un polemico scambio di lettere con Antonio Fazio. «I problemi italiani - dice il commissario irlandese - sono stati per lo più risolti, tuttavia le tendenze protezionistiche restano in molti Paesi europei», compresa la Polonia, le cui autorità stanno interferendo con un’offerta che coinvolge l’Unicredito. Il governo di Varsavia, avverte McCreevy, potrebbe essere colpito da una procedura comunitaria.