Draghi: in Italia impatto «sostenibile»

da Roma

«Nell’ambito di un peggioramento della situazione internazionale (relativa alla crisi originata dai mutui subprime, ndr) il quadro per l’Italia appare abbastanza rassicurante». Tuttavia, «il deterioramento del quadro internazionale richiede un attento monitoraggio». A questo fine è stato istituito un Comitato per la salvaguardia della stabilità finanziaria, presieduto dal ministro dell’Economia e composto dal governatore di Bankitalia e dai presidenti della Consob e dell’Isvap. Si riunirà due volte l’anno, e ogni qualvolta si ravvisi il rischio di crisi sistemica.
Crisi finanziaria internazionale, dunque, al centro della riunione del Cicr (il Comitato interministariale per il credito e il risparmio), che si è svolta ieri al ministero dell’Economia, presenti Tommaso Padoa-Schioppa, Mario Draghi, Lamberto Cardia, Giancarlo Giannini e il direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli. Non è stata convocata la Covip, che ha protestato col Tesoro.
È stato il governatore di Bankitalia a presentare una relazione sui principali aspetti italiani e internazionali della crisi. Per quanto riguarda i mutui subprime e Alt-A, sono 40 le banche italiane che hanno segnalato la loro esposizione nel comparto, per un totale di 4,9 miliardi di euro, meno del 3% del patrimonio di vigilanza e meno di un quinto degli utili lordi del sistema bancario. L’impatto della crisi sui conti economici dei maggiori gruppi creditizi italiani risulta perciò ampiamente sostenibile. Bankitalia sta anche monitorando su base settimanale la liquidità delle nostre banche, la cui gestione è complicata dalla crisi internazionale. Nell’immediato appare cruciale che gli operatori proseguano l’azione per ristabilire la fiducia nelle istituzioni finanziarie, e che costituiscano accantonamenti adeguati a fronte del rischio di credito.
«Il coinvolgimento diretto delle istituzioni finanziarie italiane nel caso dei subprime e, più recentemente, nelle operazioni monoline (di natura assicurativa, ndr) appare modesto», ha confermato il comunicato del Tesoro, pur rilevando la necessità di un monitoraggio continuo e approfondito. Per quanto riguarda le monoline in Italia, ha spiegato Giannini, «il fenomeno è praticamente assente». Sono 11 le imprese assicurative che detengono titoli emessi o garantiti da monoline, per un ammontare di 99 milioni di euro (lo 0,03% degli attivi a copertura delle riserve). L’esposizione delle assicurazioni ai subprime è pari a 810 milioni di euro. L’esposizione bancaria verso le società monoline è pari a 3,9 miliardi di euro.
Nell’ambito della discussione sulla crisi finanziaria, Grilli ha parlato anche dell’andamento del mercato dei titoli pubblici. Anche ieri il differenziale Btp-Bund si è allargato, toccando i 70 punti base. Un picco che appare legato, in particolare, a carenza di liquidità.