Draghi lancia l’allarme: «Al Sud in aumento i prestiti inesigibili»

da Milano

Non usa toni drammatici, ma Mario Draghi va dritto al cuore del problema: «La qualità del credito nel Mezzogiorno ha mostrato negli ultimi mesi segni di deterioramento, con un aumento dei crediti inesigibili sia tra le famiglie consumatrici che tra le imprese». Il governatore di Bankitalia sceglie una sede non casuale, la Commissione Antimafia, per soffermarsi su un fenomeno pericoloso non solo per l’equilibrio patrimoniale degli istituti di credito, ma anche perché rischia di far da volano alle attività criminali legate all’usura.
È da tempo che via Nazionale sta monitorando lo stato di salute del credito al Sud: nel 2006 l’incidenza delle nuove sofferenze (i crediti di difficile riscossione), sul totale dei prestiti alle imprese è aumentato al 2%, contro l’1,1% al Centro-Nord. Dati ancora più recenti (fine aprile) della stessa Banca d’Italia collocavano all’11,9% rispetto al totale degli impieghi le cosiddette partite deteriorate, ovvero quelle che comprendono anche i crediti scaduti da oltre 180 giorni. Una percentuale più che doppia se confrontata alle regioni centro-settentrionali (5,2%). Il divario tra Nord e Sud continua insomma a permanere, come ha ricordato Draghi, «in relazione al diverso grado di rischio e alla composizione settoriale del Mezzogiorno», nonostante si siano rivelati infondati i timori legati a una minore disponibilità e al costo del credito indotti dall’ingresso delle banche centro-settentrionali nel mercato meridionale. In realtà, l’espansione territoriale degli istituti del Centro-Nord sembra aver semmai reso più vantaggiosa l’offerta di denaro, senza peraltro riuscire ancora a colmare un gap storico, la cui misura è data dall’andamento negli ultimi 10 anni dei finanziamenti bancari, pari al 46% del prodotto nel Sud contro il 94% del resto del Paese.
Draghi sottolinea tuttavia un altro aspetto del fenomeno: «L’innovazione finanziaria e la flessibilità normativa hanno favorito il moltiplicarsi di forme di finanziamento per l’acquisto di abitazioni e l’accesso al credito al consumo». Tuttavia, prosegue il governatore, «i tassi d’interesse per questi prestiti restano più alti della media europea» e «i tassi delle finanziarie sono più alti di quelli del mondo bancario».