Draghi: «Mezzogiorno, freno alla crescita»

nostro inviato a Brescia

Lo sosteneva Riccardo Faini, economista, direttore al Fmi e consulente di vari governi, scomparso prematuramente a gennaio; lo sostiene Mario Draghi, governatore di Bankitalia: «L’adozione dell’euro non ha giocato alcun ruolo nei difetti di crescita, produttività e competitività dell’economia italiana». Semmai gli effetti sono stati positivi. Come dimostrano i fatti di questi giorni: «Non la chiamerei una crisi», dice Draghi. Che aggiunge però: «Pensate cosa sarebbe successo se non ci fosse stato l’euro». Il problema è un altro: quello della «struttura dimensionale del sistema delle imprese», per di più troppo specializzate. Per questo «imboccare un sentiero di crescita di lungo periodo soddisfacente è essenziale per l’economia italiana». Come? Ammodernando il modello delle imprese attraverso «il progresso del capitale umano», che richiede il rafforzamento del sistema di istruzione.
Nella commemorazione di Faini, ricordato ieri a Brescia (dove ha insegnato per 13 anni) da economisti, banchieri, accademici, amici commossi, il governatore ha messo l’accento sui problemi - sempre attuali - della crescita. E sulle carenze strutturali italiane, in linea con la strada tracciata da Faini e condivisa anche da Giovanni Bazoli, ieri presente, che ha definito la formazione di capitale umano qualificato «il nostro obiettivo primario, come classe dirigente, se vogliamo aiutare il nostro Paese a superare una fase delicata di incertezza e opacità (non voglio parlare di declino)».
Per Draghi (e per Faini) l’altro problema che affligge la crescita del Paese è il Mezzogiorno: il divario Nord-Sud «frena anche il resto del Paese». Non esiste «un unico strumento per risolvere la questione del Sud», e liberarne il suo potenziale disponibile. Ma oggi più che mai «dal decollo del sud può arrivare una crescita sostenuta e duratura dell’intera economia».
Draghi, che si è intrattenuto per pranzo con Bazoli e altri economisti, è poi partito per Milano salendo al volo su un treno intercity, e si è recato nella chiesa di Santa Maria delle Grazie per la messa in ricordo di Vincenzo Maranghi, l’ex ad di Mediobanca scomparso il 17 luglio. Con Draghi erano presenti in 400, tra banchieri, finanzieri e amici della famiglia Maranghi.