Draghi: "Il peggio deve arrivare. Ora nuove regole"

«Le recenti misure d’emergenza hanno conseguito una fragile stabilizzazione del sistema finanziario. Tuttavia, l’economia reale sta decelerando rapidamente, e non ci sono segnali che questo rallentamento si stia fermando. È anzi probabile che il grosso del rallentamento economico sia ancora davanti a noi». Mario Draghi è stato piuttosto franco nel suo intervento durante il working dinner, la cena del G20 alla Casa Bianca che ha preceduto il summit economico vero e proprio. Davanti a George Bush e agli altri capi di Stato e di governo riuniti al capezzale dell’economia malata, Draghi non ha nascosto che resta ancora molto da fare per ritrovare la fiducia sui mercati. «Il sistema finanziario del futuro - ha quindi aggiunto ieri, al termine dei lavori del summit - dovrà avere più capitali, meno debiti, più trasparenza e più regole», secondo le indicazioni del rapporto di aprile del Financial stability forum, l’organismo internazionale guidato dal governatore di Bankitalia.
Draghi tuttavia deve rilevare come la recessione che sta colpendo i Paesi industriali «lavori contro» la ripresa dei mercati finanziari. Per questo motivo, spiega, «dobbiamo agire in maniera coordinata per sostenere la domanda, provvedere liquidità adeguata, rifinanziare e sostenere il sistema finanziario, e continuare i nostri sforzi per costruire un sistema più forte per il futuro». Il governatore è anche tornato sulla proposta di considerare l’utilizzo delle banche centrali come controparte diretta nei prestiti sul mercato interbancario. Quanto alle misure d’emergenza, l’obiettivo principale degli interventi già attuati - iniezione di capitali, liquidità e schemi di garanzia - è di ristabilire la circolazione del credito.
Draghi ha parlato al working dinner come presidente del Financial stability forum, l’organismo internazionale che ormai da lunghi mesi lavora alla riscrittura delle regole per i mercati. Ed è proprio il rafforzamento del sistema l’obiettivo primario da perseguire. Draghi ha elencato rapidamente, parlando a braccio, le indicazioni provviste dal Financial stability forum. Poi ha aggiunto le cose che restano da fare, sia dal punto di vista strutturale che da punto di vista ciclico. Nella riunione del G20 è stata definita una chiara divisione del lavoro tra Fsf e Fondo monetario internazionale, con il Forum incaricato di studiare le nuove regolamentazioni di mercato. Inoltre è stato deciso di allargare il Fsf ai principali Paesi emergenti, per garantire all’organismo una maggiore legittimità.
GBB