Draghi: il rincaro degli alimentari pesa sull’Africa

nostro inviato a Washington

L’aumento senza precedenti dei prezzi dei prodotti alimentari rappresenta un «ulteriore ostacolo» al processo di sviluppo dei Paesi più poveri. Nel suo intervento al Development Committee del Fmi, Mario Draghi ricorda che il recente aumento dei prezzi offre ai Paesi esportatori di materie prime un’opportunità unica di accelerare il passo delle riforme economiche. Tuttavia i Paesi più poveri dell’Africa vedono la loro crescita messa a rischio dall’incremento di prezzi alimentari ed energetici, «che rappresentano - spiega Draghi - il 70% del paniere dei consumi». La questione alimentare è tornata di attualità agli incontri primaverili del Fmi-Banca mondiale, proprio a causa dell’aumento dei prezzi. Secondo il presidente della World Bank Robert Zoellick, resta superiore al miliardo il numero delle persone che, nel mondo, vive con meno di un dollaro al giorno. «Bisogna accelerare - dice - il processo del Millennium Development goal, che fissa al 2015 il termine per dimezzare la povertà». L’unica via per moderare l’aumento dei prezzi alimentari è l’apertura dei mercati. Il segretario del Wto, Pascal Lamy, si dice convinto che il Doha Round del negoziato commerciale si possa chiudere entro il 2008, purché entro maggio si trovi l’accordo sul taglio dei sussidi agricoli e delle tariffe sui prodotti industriali.