Draghi: per ristabilire la fiducia dovremo intervenire ancora

«Deve migliorare il mercato interbancario. Senza l’euro crisi ancora più drammatica»

da Roma

Senza l’euro, la crisi finanziaria attuale sarebbe stata molto più drammatica. Gli interventi concertati di governi e banche centrali, oggi possibili con la moneta unica, «sono stati essenziali - afferma Mario Draghi - per evitare uno sconvolgimento ancora più grave nel sistema finanziario. Tuttavia alcuni effetti, come sui tassi interbancari, tardano a diventare efficaci: non possiamo escludere che altri interventi, ancora più decisi, possano essere necessari nel prossimo futuro per ristabilire rapidamente la fiducia, comprese azioni per rafforzare il mercato interbancario».
Il governatore di Bankitalia parla a Milano, durante una cena alla Triennale organizzata dall’Università Bocconi e dal National Bureau of Economic Research in occasione del decennale della moneta unica europea. «I benefici dell’euro - dice - sono chiarissimi nella congiuntura attuale, mentre affrontiamo la crisi finanziaria più drammatica degli ultimi decenni: la moneta unica ha rappresentato un elemento essenziale di stabilità». E sottolinea che molti degli interventi attuati per affrontare l’emergenza sui mercati sarebbero risultati difficilissimi, se non addirittura impossibili, se i Paesi europei avessero ancora le monete nazionali.
Davanti a un uditorio di economisti (Francesco Giavazzi, Alberto Alesina) e operatori, Draghi ripercorre la serie di interventi messi in atto durante la scorsa, turbinosa, settimana. «La cornice operativa dell’Eurosistema ha consentito decisioni rapide e lungimiranti: abbiamo aumentato la fornitura di liquidità, allungato le scadenze delle operazioni, messo in piedi con la Fed la possibilità di fornire dollari alle banche europee. E la riduzione coordinata dei tassi dell’8 ottobre sarebbe stata molto difficile nei vecchi tempi».
La stessa decisione di un piano d’azione europeo, presa domenica scorsa dai capi di Stato e di governo dell’Eurozona con la partecipazione del Regno Unito, non sarebbe stata possibile in altri tempi. Ora, secondo Draghi, è necessario aumentare gli sforzi per ridefinire le regole del sistema finanziario internazionale. Tutto questo deve essere fatto in maniera coordinata a livello globale. «La tentazione dell’isolamento, in tempi difficili, potrebbe essere comprensibile - conclude - ma sarebbe certamente distruttiva».