Draghi senza rivali sulla via della Bce

Ore decisive all’Eurogruppo per scegliere il successore di Jean-Claude Trichet sulla poltrona più importante della Bce. É dato ormai per certo il consenso pressochè unanime per il governatore di Bankitalia e presidente del Financial stability board, Mario Draghi, favoritissimo soprattutto dopo il sostanziale via libera espresso nei giorni scorsi dalla cancelliera tedesca, Angela Merkel. Caduti uno dopo l’altro tutti i nomi che potevano ostacolare la corsa di Draghi (in particolare quello dell’ex capo della Bundesbank, Axel Weber), per il governatore la strada da via Nazionale verso Francoforte sembra spianata, anche se la decisione finale sul nuovo presidente della Bce - ascoltati i pareri del Consiglio direttivo dell’Eurotower e del Parlamento europeo - spetta ai capi di Stato e di governo, che si riuniranno a Bruxelles il 24 giugno. Sicuramente più complessa si preannuncia la discussione sulla crisi dei debiti sovrani, prima fra tutti l’emergenza Grecia e l’ipotesi di concedere nuovi aiuti, oltre al pacchetto già concordato di 110 miliardi, alla luce della convinzione che Atene nel 2012 non riuscirà a reperire sul mercato i fondi necessari per finanziare il suo debito.
È possibile che si arrivi a una dichiarazione finale in cui i Paesi dell’euro si dicano pronti a intervenire di nuovo a sostegno della Grecia se ce ne fosse bisogno, e anche ad allungare i tempi di rimborso dei prestiti concessi ad Atene. Ma sul tavolo - nonostante tutti lo neghino - ci sarebbe anche l’ipotesi di una ristrutturazione del debito greco, a cui restano contrarie la commissione Ue e la Bce, ma che tenta soprattutto la Germania in cui parte dell’opinione pubblica comincia ad essere insofferente al salvataggio dei Paesi meno virtuosi. Wolfgang Schauble, ministro delle Finanze tedesco, ha sottolineato come estendere la scadenza dei titoli di Stato greci potrebbe essere una soluzione, ma solo se parteciperanno gli investitori privati.
Di certo ad Atene saranno chiesti ulteriori sacrifici, visto che dalla missione di Commissione Ue, Bce e Fmi in corso ad Atene emerge chiaramente come alcuni degli obiettivi di bilancio rischino di slittare. Scontato, invece, il via libera al piano di aiuti al Portogallo che prevede prestiti per 78 miliardi in tre anni.