Draghi in sintonia con Berlusconi sulla riforma delle pensioni

La priorità assoluta della politica economica italiana è sicuramente il ritorno alla crescita del Paese, come ha giustamente affermato il governatore della Banca d’Italia nella sua prima relazione annuale. Mario Draghi non ha inteso bacchettare nessuna parte politica, ma è chiaro che sottolineare la necessità di alzare l’età pensionabile e la necessità di portare avanti l’aggregazione tra gli Istituti di Credito, rimarca un verbo che non può non essere in sintonia con quanto è stato edificato con successo dal precedente esecutivo di centrodestra. In particolare, ritengo che l’innalzamento dell’età pensionabile debba essere vista né come un danno alle nuove assunzioni né come un tentativo di arginare lo snervamento del management, ma come un risparmio su una componente ingente della spesa corrente sulle pensioni, che andrebbe a sollevare la bilancia dello Stato senza grandi traumi. Se le aspettative di vita aumentano nella nostra società, proporzionalmente deve crescere anche la vita lavorativa, una sana considerazione che va nella direzione della qualificazione pscicologica di un individuo che si vede ancora utile a se stesso e al lavoro attraverso una migliore utilizzazione del suo know-how a sostegno delle giovani leve.
Bruno Russo Napoli