Il dramma del Congo: campi profughi in fiamme

L'Onu lancia l'allarme umanitario: 200mila gli sfollati in fuga dai campi profughi bruciati. Violenze, stuprie omicidi commessi dai ribelli Tutsi del Cndp e dai soldati dell'esercito regolare. Kabila e Kigali (presidente del Ruanda) accettano la conferenza di pace a Nairobi

Kinshasa - Scappano a piedi nudi nel fango. Per molti un foglio di cartone è l'unica coperta per la notte. Via da Rutshuru, città a 90 chilometri da Goma, il capoluogo del Nord Kivu. Lì i ribelli del generale Nkunda sono arrivati a inizio settimana. Poi le truppe irregolari dell'ex generale della guerriglia ruanedese di etnia Tutsi si sono attestate poco fuori Goma: il cuore della regione ricca di giacimenti e risorse naturali, ma anche rifugio di molti Hutu fuggiti dal vicino Ruanda. Soldi e origine, etnie e ricchezza: li trovi intrecciati in tutti i conflitti africani. E anche qui. Dove (sono parole del minitro degli Esteri francese Laurent Kouchner, uno dei pochi che in Congo c'è) "è in atto un massacro come probabilmente non ce ne sono mai stati in Africa".

Fiamme, violenze stupri I "soldati" di Laurent Nkunda sono accusati dall'Unhcr di aver dato alle fiamme e saccheggiato i campi vicino a Rutshuru. Ma l'esercito regolare congolese a Goma sta facendo altrettanto. Nella ritirata devasta, uccide. Droga e alcol sono la benzina di eserciti raccogliticci ma feroci. Lo stupro è il loro passaporto per il mondo. Secondo l'Onu nella zona gli sfollati sarebbero almeno un milione. Almeno 200mila dalla ripresa degli scontri in agosto. Chi ha perso la casa nella guerra ruandese tra Hutu e Tutsi nel 1994 spesso si è rifugiato qui, nle Nord Kivu, al confine tra Uganda, Congo e Ruanda.

Diplomazia al lavoro L'Unione eruopea si è mossa. A velocità elefantiaca, ma si è mossa. "L’Onu deve convocare al più presto un vertice internazionale di pace, a cui hanno già accettato di partecipare i presidenti congolese e ruandese, Joseph Kabila e Paul Kagame". A sostenerlo, è il commissario europeo allo Sviluppo Louis Michel di ritorno dall’Africa centrale. "Ho suggerito che il segretario generale Ban Ki-moon convochi un summit con tutti i leader della regione e tutte le organizzazioni regionali. I due (Kabila e Kagame, ndr) mi hanno risposto di sì senza la minima esitazione" dice Michel in conferenza stampa all’aeroporto di Bruxelles, dove è arrivato stamattina dopo una tappa a Kinshasa.

Vertice a Nairobi Il commissario europeo ha proposto ai due leader che la riunione internazionale si svolga a Nairobi sotto l’egida delle Nazioni Unite, con l’obiettivo di stabilizzare la situazione nell’Est della Repubblica democratica del Congo. Al vertice, nella visione di Michel, dovrebbero prendere parte, oltre al Congo, Ruanda, Uganda e Burundi; e delegati di Unione Europea e Stati Uniti, più le organizzazioni regionali: Unione Africana; Comunità per lo sviluppo dell’Africa meridionale (Sadc); Mercato Comune dell’Africa Orientale e Meridionale (Comesa); e Comunità dell’Africa Orientale (Eac). Il commissario Ue spiega che il presidente Kabila si è mostrato "estremamente aperto" a negoziati, anche con il capo dei ribelli Tutsi congolesi Laurent Nkunda del Congresso nazionale per la difesa del popolo (Cndp), le cui milizie stazionano da mercoledì alle porte di Goma.