Dramma delle gemelle La lettera del padre: "Ora riposano in pace"

Una lettera del padre, morto suicida, svelerebbe la verità sulla sorte delle due gemelline scomparse il 3 febbraio: &quot;Le bambine riposano in pace, non hanno sofferto&quot;<br />

Roma - Una lettera, poche parole che potrebbero racchiudere la verità sulla sorte delle due gemelline scomparse il 3 febbraio: "Le bambine riposano in pace, non hanno sofferto". Sarebbe questo, secondo quanto si apprende da fonti inquirenti, uno dei passaggi più inquietanti di una delle due lettere che Matthias Schepp, il padre delle gemelline Alessia e Livia, ha scritto e inviato alla moglie Irina prima di suicidarsi. Parole che non lascerebbero molte speranze sulla sorte delle due bimbe, anche se gli investigatori proseguono tuttora le loro indagini.

Il viaggio in traghetto Gli investigatori che indagano sulla scomparsa delle bambine stanno eseguendo una serie di accertamenti tecnici sulla nave che il primo febbraio è partita da Bastia, in Corsica, con destinazione Tolone, sulla quale era presente Schepp. In particolare i rilievi, secondo quanto si apprende da fonti investigative qualificate, si starebbero concentrando sulla cabina che quella sera fu assegnata all'uomo e nel garage della nave, che si trova attualmente nel porto di Genova. Accertamenti che serviranno ad individuare eventuali tracce della presenza delle due bambine. Assieme a quelli sulla nave, gli investigatori stanno anche eseguendo una serie di rilievi tecnici e scientifici sull'auto di Schepp, ritrovata, chiusa, nel parcheggio della stazione di Cerignola