Il dramma di Michele: «Ormai sono stufo di fare sempre l’interista»

Il signor Mozzati, più conosciuto come Michele (di «Gino e»), ha fatto gli anni tre giorni fa e non ha nessuna voglia di prendersi un coccolone proprio adesso. Ma il rischio c’è: è interista.
«Ma non mi sento più interista».
Scusi, l’intervista ha un senso solo perché lei è interista e quindi soffre...
«Intendo dire che mi sento diverso dagli altri interisti che riescono a farsi male da soli, e poi si mandano le e-mail e gli sms dove si scrivono che ormai è finita e che è inutile giocarla. E siccome questi interisti sono la maggioranza probabilmente io non faccio più parte del gruppo, quindi non sono interista».
Però soffre...
«No, no, non mi fregano più, io c’ero quel giorno là».
Stiamo parlando del famoso... Olimpico... Ronaldo e Vieri...
«Per carità, lasciamo perdere, questa volta sto a casa, anzi magari la vedo da solo, dipende da come mi sveglio. Ormai non ho più voglia di incavolarmi».
Allora vuol dire che è rimasto ancora un po’ interista?
«Ma... Come si fa a stare zitti in una settimana come questa. Siamo stati processati per aver investito un gatto nero da uno che da sei mesi non gioca, poi il sarto, poi quella delle prestazioni di Balotelli».
Che storia è questa?
«Massì, la tipa ha rilasciato un’intervista dove dichiara che Balotelli è il più grande amatore che le sia mai capitato nel letto. Ma stiamo scherzando, qui si parla di un minorenne, non si possono dire certe cose. Ma io sono sereno, ne sono convintissimo, sono sereno».
Quindi la vede bene?
«Beccano uno che ha fatto delle combine e gli danno tre giornate, l’ho letto, parlo di serie A, sono fatti noti. A Mancini tre giornate le hanno date perchè ha mandato a quel paese l’arbitro... forse».
Comunque lei è sereno...
«Sereno, sereno. Non c’è partita, poi se eventualmente cade un fulmine sul campo, be’, allora vuol proprio dire che siamo sfigati».
Ma l’Inter allora è sfigata?
«Io ho smesso. Una volta a certe cose ci credevo, poi mi sono rotto le scatole di andare in giro con la sciarpa dell’Inter che mi portava fortuna. Anche perché era di lana e d’estate...».
L’importante è viverla bene, lei è sereno no...?
«Tranquillo, non ho niente da dire, aspettiamo, è stato fatto tutto per benino, non c’è motivo per allarmarsi, la matematica sta dalla nostra parte e meno male che Materazzi non ha segnato il rigore, altrimenti erano nuove e ulteriori menate».
Quindi vince facile...
«Ci sono 48 punti di differenza, giochiamo contro una squadra che ha 48 punti meno di noi...».
Ripeterselo fa bene, è una specie di terapia, basta che non diventi autoipnosi...
«Ormai ho raggiunto la serenità, sono tranquillo... tranquillo».