«Il dramma non può cancellare le colpe»

Caro Lussana, la famiglia Giuliani ora alzano la «cresta» perché son entrati, purtroppo, a far parte dello Stato e vogliono la loro vendetta. Ma come, se per quasi tre giorni il padre dichiarò che suo figlio era un delinquente cacciato di casa,spacciava droga,minacciava vecchiette sul bus se non gli davano i soldi,i signori in questione si stavano separando. Allora do un un consiglio all'Arma dei Carabinieri: usate del topicida o del verde rame o del Ddt la prossima volta, non le pistole. Così non Vi potranno processare, visto che questa gente è piena di pidocchi e zecche gli darete una ripulita. Se ne muore qualcuno risponderete: questo erano molto più grosso degli altri.
Genova

Egr. Dott. Lussana, la decisione della signora Heidi Giuliani di chiedere i danni all'agente Placanica mi ha suggerito di scrivere una lettera aperta che, se ritiene opportuno, Lei può pubblicare sulle pagine della redazione genovese del Giornale.
Gentile Signora Heidi Giuliani, mi rivolgo a Lei con il rispetto e l'umana pietà che giustamente impone il dramma familiare che Lei ha vissuto, ma non posso esimermi dall'esprimerLe alcune considerazioni che mi affiorano nell'apprendere la Sua decisione di chiedere i danni al giovane carabiniere Placanica.
Signora Giuliani, le circostanze in cui si è svolta la tragica vicenda di Suo figlio sono note da tempo, e confermate da testimonianze e documenti fotografici incontrovertibili: Suo figlio, nella fase più aspra della manifestazione contro il G8, partecipò all'assalto di un mezzo dei carabinieri fermo per difficoltà tecniche e stava per lanciare un pesante estintore contro alcuni agenti che si trovavano sul mezzo stesso, peraltro già provati nel fisico e nel morale per l'estenuante e prolungato servizio di ordine pubblico. Uno degli agenti, per difendersi dall'aggressione, usò l'arma d'ordinanza a sua disposizione e colpì mortalmente Suo figlio.
Signora Giuliani, Lei ha tutto il diritto, come madre, di pretendere la verità sui fatti, e, come esponente politico, di ipotizzare scenari polizieschi anche i più fantasiosi, ma infierire su un agente che, come affermava un tempo la sua parte politica, dovrebbe appartenere alla categoria dei «proletari in divisa», mi sembra, me lo consenta, sinceramente meschino.
Signora Giuliani, fermo restando il dolore per l'irreparabile perdita, mai più ovviamente risarcibile, Lei ha pur ottenuto qualcosa dalla morte del povero Carlo, sia in termini di visibilità mediatica che di gratificazione politica (sta infatti per ricevere il laticlavio per un seggio al Senato).
Signora Heidi Giuliani, la simpatica protagonista del famoso cartone di cui Lei porta vezzosamente il nome si compiaceva del fatto che le «sorridevano» i monti; nel chiedere i danni al carabiniere Placanica, anche nella loro quantificazione economica, non La sfiora l'idea che qualcuno possa pensare che a Lei «sorridano» i morti?
Con infinita tristezza.
Giovanni Murchio
Genova