Dramma allo stadio magazziniere ucciso da un fulmine

Colpito il magazziniere del Lecce calcio: Antonio De Giorgi, 41 anni. E' successo durante un allenamento. Lascia la moglie e una bimba di quattro anni

Lecce - Un terribile boato. Poi il fulmine ha squarciato il cielo grigio e gonfio di pioggia, si è abbattuto sul campo e ha colpito in pieno petto il magazziniere del Lecce calcio: lui, Antonio De Giorgi, 41 anni, è morto così, folgorato nello stadio di Via del Mare, dove si stava svolgendo l’allenamento della squadra prima della partenza per la partita contro il Cesena, valida per il campionato di serie B. «Dai Antonio, alzati, è tardi dobbiamo partire», gli ha urlato Enzo Mortari, factotum della squadra salentina e amico della vittima. Ma per De Giorgi non c’era più niente da fare.

È accaduto ieri alle 10,30. Là vicino c’erano anche il tecnico, Giuseppe Papadopulo, il direttore sportivo, Guido Angelozzi, e il calciatore Elvis Abbruscato: nessuno di loro ha riportato conseguenze. In quel momento la città era martellata da un violento acquazzone, un’ondata di maltempo che si è abbattuta su buona parte della Puglia. L’allenamento era terminato. Il magazziniere era appena entrato in campo insieme a Mortari: dovevano raccogliere i palloni e mettere a posto gli attrezzi prima della partenza per il ritiro. Il terreno di gioco era zuppo, una palude. All’improvviso il boato. «Uno scoppio fortissimo, una luce accecante e mi sono ritrovato per terra senza capire nulla», racconta Mortari. La terra ha tremato, anche Papadopulo e Abbruscato sono crollati sull’erba. Poi le urla, i soccorsi, un forte odore di bruciato che annunciava la tragedia. E’ stato subito chiamato il medico della squadra, Giuseppe Palaia, che ha cercato di fare qualcosa per rianimare De Giorgi praticandogli anche il massaggio cardiaco: ma ogni tentativo di strapparlo alla morte si è rivelato inutile.

L’intera squadra è sconvolta, la partita con il Cesena è stata rinviata. L’allenatore giallorosso, Papadopulo, è sotto choc ma trova la forza di raccontare quei terribili istanti. «Non posso dimenticare», dichiara. «Ho avvertito una scossa e sono caduto insieme con Abbruscato. Quando tutto è finito – prosegue il tecnico – il giocatore era confuso, io ho visto Angelozzi correre verso il povero Antonio e l’ho seguito. Non so chi ha salvato me e Abbruscato – aggiunge Papadopulo – perché, se fossimo stati più vicini, forse adesso non potrei raccontarla questa terribile storia. Siamo tutti sconvolti, non è possibile morire così».

De Giorgi era sposato e padre di una bambina di quattro anni. Il vicepresidente, Mario Moroni e l’amministratore delegato, Claudio Fenucci, si sono precipitati allo stadio appena hanno appreso la notizia. «È incredibile quello che è successo», dichiara Moroni. Il quale aggiunge: «Antonio De Giorgi stava con noi da sette anni, una persona eccezionale e amata da tutti. Prima che il collaboratore serio e affidabile sempre composto e zelante – aggiunge – era un uomo dalle qualità umane straordinarie».