Drammaturgia a 360 gradi

Venti di novità e correnti di tradizione elettrizzano l’altra sponda del Tevere. Il nuovo cartellone del Teatro India prevede, fino a luglio prossimo, la messa in scena di 21 tra spettacoli ed eventi, di cui cinque prime nazionali e due produzioni targate Teatro di Roma. Si tratta di La sagra del Signore della nave da un testo di Luigi Pirandello regia di Vincenzo Pirrotta (28 febbraio), e Memorie dal sottosuolo dal romanzo di Dostoevskij, diretto e interpretato da Gabriele Lavia (23 maggio). Il velario del teatro si alzerà l’8 novembre con un testo pasoliniano La divina mimesis diretto da Pierpaolo Sepe cui seguirà una pièce ispirata al terrorismo A. V. ovvero storia di una B.rava R.agazza di Elena Vanni, Chiara d'Ambros e Marianna De Fabrizio, giovani vincitrici del premio «Tuttoteatro.com Dante Cappelletti». Molti i titoli di richiamo della nuova stagione dell’India che, navigando a vista tra disincantata investigazione della periferia industriale perugina (La vita Bestia - autoritratto di e con Filippo Timi regia di Barberio Corsetti), libera sperimentazione (Lo zio Vanja di Cechov, diretto da Fortunato Cerlino), e ricerca ardita (Morte per acqua progetto di Paolo Mazzarelli ispirato a un’opera del poeta Thomas Stearns Eliot), è in grado di affiancare allestimenti corposi - come La mostra di Claudio Magris, protagonista un eccellente Roberto Herlitzka - a proposte narrative di grande respiro: è il caso di Il custode dell’acqua dal romanzo di Franco Scaglia.
Segnaliamo in cartellone anche la messa in scena de Le intellettuali di Molière nella rilettura di Arturo Cirillo; John e Joe dell'ungherese Agota Kristof per la regia di Pietro Faiella con il duo Massimo Olcese e Adolfo Margiotta, e, in chiusura di stagione, Orphée una ventata di arte europeista con il gruppo dei Pan.Optikum.