Drammaturgo tedesco racconta il teatro

Il drammaturgo tedesco Jens Hillje, condirettore con Thomas Ostermeier della Schaubühne di Berlino, sarò ospite questo pomeriggio alle 18 di Sergio Maifredi nell’«Officina dei sogni possibili». Un incontro questo, organizzato in collaborazione con il Goethe Insistut di Genova. Hillje racconterà la sua esperienza a Maifredi, direttore con Corrado d’Elia di teatri Possibili Liguria, e a Laura Santini, giornalista di Mentelocale. Ma per chi volesse qualche anticipazione, Hillje incarna perfettamente la figura del dramaturg tedesco, che in Italia non esiste, un personaggio che unisce la capacità di valutare testi e artisti insieme all’abilità di curare la comunicazione con il pubblico, le istituzioni e i mezzi d¹informazione.
A questa figura del dramaturg è stato recentemente dedicato un convegno alla Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano, al quale Hillje ha partecipato con tre preziosi consigli: questa figura professionale, ha detto, deve saper leggere un testo con precisione ed essere capace di parlarne, deve conquistare i mezzi di produzione e anche reinventare un pubblico per il suo teatro.
Hillje a Genova ripercorrerà la sua esperienza, prendendo come punto di riferimento la politica teatrale tedesca dove la costruttiva rivalità fra i teatri, che puntano ad eccellere nella varietà di proposte per il pubblico, fa del dramaturg una delle guide artistiche e politiche della città.
In una recente intervista sulla valenza politica degli spettacoli teatrali, Hillje ha dichiarato che il teatro è il mezzo ideale per esercitare la democrazia, perché è uno spazio dove le persone si incontrano come gruppo e si concentrano su uno stesso argomento, che può essere una storia, un’idea o qualsiasi altra cosa. E nel loro parlare e fare esperienza comune di questo argomento sta il germe della politica.
Un passo avanti nel cammino che «Il sogno possibile» si è prefissato con il professor Vincenzo Tagliasco: quello di dare vita a una missione scientifica con ingegneri, architetti, sociologi e teatranti per indagare dove porti la teatralità. Come l’esigenza dell’uomo di rappresentazione muti ad ogni epoca, perdendosi e ritrovandosi, passando da Epidauro a Second Life.