Il Dreamliner spicca il volo con due anni di ritardo

L’aereo dei sogni, il Boeing B787 Dreamliner, diventa realtà. Dopo due anni di ritardi, 6 rinvii e una montagna di perdite finanziarie, il nuovo velivolo ha preso il volo. Il debutto nei cieli scuri di Seattle dà il via a un frenetico programma di sperimentazione, che partirà a pieno ritmo da fine gennaio e si svolgerà 24 ore al giorno, sette giorni su sette, per arrivare alla certificazione nel giro di fine estate e inizio delle consegne entro fine anno. I clienti, una sessantina di compagnie aeree di tutto il mondo, Italia inclusa, non hanno perso fiducia nel B787, che vanta un record di 840 ordini fermi. Le cancellazioni sono state sorprendentemente poche. E sì che dopo la presentazione «farsa» del nuovo aereo, avvenuta nel luglio 2007, c’era più di un motivo per tirarsi indietro. Invece i clienti credono nel B787, che costa 180 milioni di dollari, e lo vogliono in fretta. Per Boing il B787 è cruciale, deve funzionare. Perché la sua missione è quella di conquistare oltre la metà di un mercato stimato in 3.500 aerei in 20 anni, una torta che vale oltre 400 miliardi di dollari. Il successo del B787 è importante anche per l'industria aerospaziale italiana: Alenia Aeronautica, società di Finmeccanica è partner di rischio, realizza il 15% della fusoliera, e ha già speso 1 miliardo di euro nel progetto, ricevendo da Boeing ordini per 300 serie di elementi strutturali, per un valore di 1,5 miliardi di euro. Però i ritardi nella produzione hanno avuto un pesante impatto industriale e finanziario. Ora si spera di cambiare pagina, di produrre 3 aerei al mese nel 2010, 10 al mese dal 2013. Il progetto B787 è importante anche per Avio, partner di General Electric, uno dei due motoristi, insieme a Rolls-Royce, che produce i propulsori ai quali si deve buona parte della riduzione del 20% dei costi operativi che il B787 promette rispetto al suo predecessore.