Droga, 13 mesi ed espulsione per Azouz

La condanna è arrivata dopo il patteggiamento. L'espulsione dovrebbe scattare il 31 dicembre
prossimo, quando Marzouk finirà di scontare la pena nel carcere di Vigevano. Ma il suo legale preannuncia ricorso

Como - Tredici mesi di carcere ed espulsione dall’Italia a conclusione dell’espiazione della pena. È quanto ha patteggiato Azouz Marzouk, marito e padre di due delle vittime della stage di Erba, accusato di spaccio di sostanze stupefacenti. Il provvedimento di espulsione dovrebbe scattare il 31 dicembre prossimo, quando Marzouk finisce di scontare la pena nel carcere di Vigevano.

Roberto Tropenscovino, il legale del cittadino di origine tunisina che ha trovato dopo l’accordo con il pm Massimo Astori, ha annunciato ricorso. "Abbiamo dovuto sottostare al patteggiamento per ovvi motivi di convenienza e pur essendo soddisfatti perché la condanna è stata più mite di quanto avessimo patteggiato, ora daremo battaglia" spiega l’avvocato Tropenscovino, che annuncia il ricorso al Tar contro il provvedimento di espulsione. "Si tratta di una forzatura - continua il legale di Marzouk - dato che questo provvedimento impedirebbe al mio assistito di presenziare in qualità di parte civile al processo per la strage di Erba".