Droga, è allarme tra i giovani

Duccio Pasqua

Allarme droga nel Lazio. Già a undici anni i ragazzi hanno il primo contatto con l’ecstasy, e gli studenti surclassano i colleghi delle altre regioni in quanto a uso di cocaina. Questi e altri dati, decisamente preoccupanti, sono stati presentati dalla Federazione italiana degli operatori dei dipartimenti e dei servizi delle dipendenze (FeDerSerD), riunita ieri in congresso a Roma. Sia i consumatori di sostanze illecite più giovani che quelli adulti sono generalmente insospettabili. I primi, spesso figli unici, o fratelli di un ragazzo più grande di almeno dieci anni, studiano, fanno sport e sono decisamente lontani dall’immagine classica dello «sbandato». Provengono da famiglie borghesi, con genitori che lavorano e hanno poco tempo per comunicare con loro. E sono sempre di più le ragazzine che si avvicinano alla droga, finendo spesso nella rete degli spacciatori, che le fanno indebitare fino a 1.500 o 2.000 euro, e poi, minacciandole di rivelare tutto alla famiglia, propongono loro di pagare il debito con prestazioni sessuali. Secondo un sondaggio del Consiglio nazionale delle ricerche, il 31,6 per cento degli studenti del Lazio ha ammesso di far uso di cannabinoidi, contro una media italiana del 30 per cento, mentre il 6,7 per cento ha confessato di far uso occasionale o continuo di cocaina (la media nazionale è del 4,5 per cento). L’eroina viene consumata dal 3,1 per cento degli intervistati. Ma il Lazio, con il 2,9 per cento, si conferma sopra la media nazionale di 0,3 punti anche per l’uso dell’ecstasy.
Gli adulti si dividono in due grandi categorie: i disoccupati, o sottoccupati, che usano spesso eroina, e gli impiegati, professionisti, commercianti, artigiani e insegnanti che di tanto in tanto cadono nella tentazione, magari in caso di fallimenti o traguardi non raggiunti. «La situazione è drammatica - spiega Alessandro Coacci, presidente nazionale della FeDerSerD - perché negli ultimi anni il fenomeno è cambiato. Ecstasy e cannabinoidi sono sempre più potenti, e l’abuso di alcol è il primo passo verso la cultura dello sballo». «È necessario coinvolgere di più gli insegnanti - spiega Claudio Leonardi, presidente del congresso FeDerSerD - e formarli più specificamente sul problema delle droghe, in modo che possano aiutarci a scoprire se un ragazzo è vittima degli stupefacenti».
Nel Lazio già funzionano delle strutture che collaborano attivamente con comunità terapeutiche. «È molto importante - continua Leonardi - evitare il palleggiamento del tossicodipendente da una struttura all’altra, e organizzare una forma di assistenza che coinvolga varie professionalità». La diffusione delle droghe è favorita dai prezzi, gli unici a scendere in un periodo in cui tutto diventa carissimo. Si riesce ad acquistare un «pezzo di fumo», cioè l’hashish, per soli 5 euro, mentre una dose di cocaina con una concentrazione di sostanza attiva pari al 10-15 per cento costa circa 50 euro. Anche l’eroina costa appena 5 euro a dose alle concentrazioni del 5-6 per cento. È sempre meno diffuso l’ago, soppiantato dal fumo.
La provincia in cui la droga è più diffusa è quella di Latina, forse a causa della vicinanza con la Campania, in cui è massiccio lo spaccio di stupefacenti. Il numero di tossicodipendenti è alto anche in provincia di Viterbo, mentre Frosinone rientra nella media nazionale. Va meglio a Rieti, dove però la droga è piuttosto diffusa tra i giovani. Nella città di Roma prevale l’uso di hashish ed ecstasy, mentre nelle borgate è più alto il consumo di eroina e cocaina.