Droga, armi e riciclaggio: arrestato l’avvocato Melzi

Il legale è considerato «la mente economica» di una cosca calabrese

Ancora incubo violenza sessuale, ancora due giovani nelle mani di maniaci, ma questa volta tra le vittime, caso piuttosto raro, anche un ragazzo curdo che, nel tentativo di sfuggire ai suoi aguzzi, s’è calato da una finestra, è caduto e si è fratturato un piede. L’altra «preda» è una italiana di origini egiziana prelevata in strada da uno sconosciuto, minacciata con un taglierino, portata in campagna, violentata e rapinata. Soccorsa da un’automobilista è stata poi portata alla Mangiagalli per le cure, soprattutto psicologiche.
La prima aggressione avviene intorno alle 18 a Roserio, nelle vicinanze del Sacco dove la vittima, un’italiana di origini egiziana di 21 anni, è stata bloccata da un uomo sceso da una vettura brandendo un taglierino. Con la lama puntata alla gola la ragazza è costretta a salire sulla vettura che inizia a gironzolare per la città. Poi imbocca la strada di Bollate, la supera e si infila nelle campagne attorno a Garbagnate. Il brutto ferma la macchina, trascina la ragazza verso una scarpata e la violenta. Non contento le strappa la borsetta, contenente il cellulare e alcune centinaia di euro, infine si dilegua.
La giovane raggiunge la strada, ferma una donna in auto e si fa prestare il cellulare. Chiama un amico che si precipita a prenderla e la porta subito al Sacco. Da qui i medici la dirottano verso la clinica ginecologica Mangiagalli, più attrezzata a trattare simili casi.
Verso le 21 l’allarme rimbalza in questura e gli agenti della sezione fasce deboli vanno a raccogliere la sua testimonianza. Come sempre in questi casi il dirigente della mobile Francesco Messina non fornisce ulteriori particolari sulla vittima per tutelare lei, ma anche l’esito delle indagini: «Posso solo dire che è stata sicuramente violentata, il suo racconto è credibilissimo. E che si tratta di una giovane a posto, inserita in un ambiente normale».
Qualche ora dopo nuovo allarme, questa volta dall’ospedale San Paolo, dove è stato visitato un ventenne iracheno di etnia curda appena portato in pronto soccorso da un’ambulanza del 118. I sanitari sono stati chiamati da un passante che ieri all’alba nota il ragazzo sofferente. Il giovane racconterà poi una storia dolorosissima. L’anno scorso decide di lasciare il suo Paese e si affida a un’organizzazione che inizialmente lo porta in Grecia. Qui deve attendere qualche mese poi in auto viene portato a Milano. Arrivato tre giorni fa, in attesa dell’ultimo trasferimento verso la Svezia, viene «parcheggiato» nell’appartamento di due connazionali che lo violentano.
«Sugli stupri siamo ormai all’implosione, con violenze quotidiane commesse sia contro donne che uomini, all’interno delle stesse comunità straniere. Un far west, condito anche da rapine, che è l’esito della presenza di 100 mila clandestini a Milano e soprattutto di un’azione di Governo inconcludente nel contrastare questa situazione critica»