Droga al boss in carcere, bloccata

Una giovane donna romana, legata sentimentalmente a un boss della malavita capitolina, rinchiuso nel carcere di Frosinone, è stata bloccata mentre cercava di entrare nel penitenziario con alcuni grammi di droga. Originale lo stratagemma adottato dalla trentenne, che aveva rinforzato la coppa di un reggiseno, imbottendolo di droga. Anche se resta da capire, una volta nella sala colloqui del carcere, come avrebbe fatto a slacciarsi l’indumento intimo e a passare lo stupefacente al compagno detenuto. Ad accorgersi che qualcosa non andava nel comportamento della donna, in realtà, sono stati i cani poliziotto antidroga, in dotazione alla polizia penitenziaria di Frosinone, che hanno iniziato ad abbaiare al passaggio della trentenne. Da un primo controllo, tutto è risultato normale. I cani, però, hanno continuato a comportarsi nervosamente e così la visitatrice è stata perquisita meglio e poi fatta spogliare, alla presenza di una ispettrice della polizia penitenziaria. E proprio la poliziotta si è accorta che qualcosa non andava in quel reggiseno, dalle forme scomposte, fino a trovare la piccola ma efficace imbottitura in cui era stata infilata la droga. La donna è stata denunciata.
Due mesi fa un’altra romana si era resa protagonista, nello stesso carcere di Frosinone, di un altro stratagemma originale per cercare di far entrare la droga oltre le sbarre. La signora, una cinquantenne che aveva ottenuto di poter parlare con il nipote detenuto per spaccio, aveva nascosto dei piccoli ovuli contenenti cocaina in una pentola da cucina, ma tra lo spezzatino di carne di un sugo al pomodoro ancora fumante. Anche in quell’occasione il fiuto dei cani si era dimostrato infallibile.