Droga, consumo in forte calo Ma spuntano le smart drugs

Riccardo Gatti, direttore Dipartimento dipendenze Asl di Milano: &quot;Non abbassare la guardia&quot;. <a href="http://www.ilgiornale.it/video.pic1?ID=droghe_gatti"><strong>Guarda l'intervista</strong></a>

Milano - Tanti gli effetti negativi della crisi, ma almeno un lato positivo c'è. Anche per colpa della minor disponibilità di denaro, infatti, sono sempre meno i milanesi che consumano occasionalmente droghe. Lo rivela l'indagine sui consumi di sostanze psicotrope che l'Asl di Milano conduce dal 2004. Ogni tre anni, l'Azienda Sanitaria intervista 3000 persone, tra i 15 e i 64 anni, contattate in luoghi comuni - centri commerciali, concerti, fast food, ecc. - sui consumi di alcool e droga. Se non c'è stata nessuna differenza sostanziale tra il 2004 e il 2007, nel 2010 i dati sono confortanti soprattutto per quanto riguarda le persone che hanno ammesso di aver assunto una volta nella propria vita sostanze psicoattive, legali e non. Confrontando l'ultima indagine con quella di sei anni fa si ha un calo del 23% dei consumatori occasionali. Un giro d'affari compreso "tra i 20 e i 30 milioni di euro, se si considerano i prezzi medi delle sostanze - cannabinoidi, cocaina, anfetamine e allucinogeni - considerate".

Le cause della diminuzione I consumi calano, secondo Riccardo Gatti, direttore del Dipartimento Dipendenze dell'Asl, perché negli ultimi anni le droghe sono diventate beni di massa, il che ha portato a diminuirne il fascino. Ma non solo: anche la crisi ha avuto il suo ruolo, modificando il mercato dei consumatori saltuari. E non si possono dimenticare l'intensificazione dei controlli, ma soprattutto le campagne di comunicazione e prevenzione di questi ultimi anni. A questo proposito è intervenuto anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle politiche della famiglia, della droga, e del Servizio Civile Nazionale, Carlo Giovanardi, che ha presentato il nuovo spot della campagna antidroga 2011 che sarà in onda da marzo. Il sottosegretario ha precisato che i dati di oggi confermano la validità delle campagne degli ultimi anni e ha ribadito la sua volontà di aumentare i controlli. Se già oggi i test antidroga sono obbligatori per autisti, piloti e carrellisti, se presto lo saranno per medici, chirurghi, infermieri e ostetriche, e persino per  insegnanti e parlamentari, "man mano vogliamo estendere i test a tutti i professionisti dipendenti dallo Stato", tra i quali anche tutti i dipendenti Rai. L'uso di droghe, come Giovanardi ha ripetuto più volte, non implica solo un danno a se stessi o agli altri, ma anche il finanziamento di organizzazioni criminali.

Non abbassare la guardia L'allarme droga, però, è tutt'altro che rientrato. I numeri, infatti, restano comunque preoccupanti e Milano resta la città italiana con i consumi più alti, superiori anche alle medie europee. Sono ben 300mila, infatti, i milanesi che hanno fatto uso di sostanze stupefacenti almeno una volta nella vita e 125mila quelli che le hanno usate negli ultimi dodici mesi. "Attenzione a non abbassare la guardia", sottolinea Gatti. A diminuire, del resto non sono i tossicodipendenti - aumentano quelli che si rivolgono ai centri di cura pubblici e privati - ma quelli che consideravano l'uso di droghe come "doping quotidiano". Questo calo, tra l'altro, comporta un cambiamento del mercato: le organizzazioni criminali difficilmente rinunceranno al traffico di droga, ma preferiranno "specializzarsi" in nicchie di consumatori fidelizzandoli con le droghe che creano maggior dipendenza. Insomma, preferiranno pochi guadagni, ma sicuri. Senza dimenticare che si stanno creando mercati alternativi, sia nella distribuzione - tramite internet o con la coltivazione in proprio di cannabinoidi - che nel tipo di sostanze. Si stanno, infatti diffondendo le cosiddette smart drugs, profumatori d'ambiente perfettamente legali, ma che se fumati possono avere effetti stupefacenti. Proprio oggi sono stati rinviati a giudizio sei uomini che producevano questo tipo di sostanze.