Droga: coppia ai domiciliari suicida per vergogna

Sono morti avvelenati dai fumi di scarico dell'auto, convogliati
nell'abitacolo con un tubo nel chiuso di un garage Giuseppe Mercuri, 59 anni e la sua convivente, Sophie Chaffurin, di 43, agli arresti domiciliari per la
detenzione di oltre tre chili di marijuana. Erano stati arrestati lo
scorso 13 luglio

Sannicola (Lecce) - Lei era sdraiata sul sedile destro reclinabile della vecchia Fiat 126, lui per terra poco lontano dalla vettura, probabilmente nel tardivo tentativo di scampare alla morte che aveva scelto per sé e la compagna. E' morta avvelenata dai fumi di scarico dell'auto, convogliati nell'abitacolo con un tubo nel chiuso di un garage di un casolare ottocentesco, una coppia di conviventi agli arresti domiciliari per la detenzione di oltre tre chili di marijuana. Giuseppe Mercuri, di 59 anni, un possidente terriero di Sannicola, e la sua convivente, la cittadina francese Sophie Chaffurin, di 43, erano stati arrestati lo scorso 13 luglio.

I carabinieri della Compagnia di Gallipoli avevano trovato nella loro tenuta, in località 'La guardia', la grossa partita di marijuana: una metà nascosta nel camino, il resto sepolto in giardino. A nulla la difesa dell'uomo: la droga, che fumava sin da giovane, serviva per uso personale, per alleviare i dolori di una malattia incurabile. Inevitabile l'arresto e il carcere di Lecce dove la coppia è stata rinchiusa per tre giorni. La detenzione è stata successivamente tramutata dal gip negli arresti nella propria abitazione.

Sono stati i carabinieri a trovare i cadaveri ieri sera nel corso del quotidiano giro di controllo dei detenuti ai domiciliari. Nessuna traccia di violenza, nulla che possa far pensare a qualcosa di diverso da un duplice suicidio consenziente. I primi esami del medico legale, a quanto si è appreso, farebbero risalire al pomeriggio di ieri la morte. Sarà comunque l'autopsia - disposta dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lecce Giovanni Gagliotta - a confermare il decesso per avvelenamento da monossido di carbonio, e a datare con precisione l'ora della morte. Sulle motivazioni alla base del doppio suicidio, gli investigatori propendono per l'incapacità dei due di sopportare la vergogna dopo l'arresto. Ma non sarebbe esclusa neanche un'altra spiegazione, collegate al sequestro dell'ingente partita di marijuana alla coppia nell'ipotesi, per ora tutta da dimostrare, che i due possano aver accettato di custodirla per conto di qualche spacciatore in cambio di denaro.