Droga e alcol, altre vittime innocenti

«Avrebbe dovuto sposarsi a momenti, prima di partorire, poi sarebbe andata a vivere col suo fidanzato Gianluca, titolare di un ristorante ad Anzio». È descritta così dagli amici Nelly Gerardi, la 25enne incinta morta nella notte tra mercoledì e ieri nel territorio del comune di Anzio, all’incrocio tra l’Ardeatina e il lungomare delle Sirene mentre tornava da una serata allegra, travolta da un’auto con a bordo quattro giovani sotto l’effetto di cocaina. Una ragazza con progetti di felicità, almeno secondo i racconti degli amici. Che, scioccati, si sforzano ora di trovare conforto nel ricordo di Nelly, «una ragazza molto carina, solare e simpatica». Tutti la descrivono così.
Secondo quanto si apprende da un suo curriculum inserito su internet, Nelly, che abitava nei pressi di Casal Palocco, era una ballerina, ma studiava anche canto e recitazione, aveva infatti partecipato a diversi musical nei teatri della capitale, tra cui uno spettacolo nel 2004, assieme ai ragazzi di Maria De Filippi. Figlia di un vigile urbano che presta servizio a Ostia, frequentava l’università di Roma Tre, era iscritta al Dipartimento di arte musica e spettacolo e «negli ultimi tempi - ha raccontato un amico - aveva lavorato in un’agenzia che opera nel campo della pubblicità». «Prima che venisse a sapere di essere incinta, il sogno di Nelly era sfondare nel mondo dello spettacolo, ma adesso il suo unico obiettivo era mettere su famiglia e aiutare il futuro marito nel campo della ristorazione», ha detto sconsolato un altro amico. Ora qualche suo conoscente commenta addolorato: «Non è giusto, siamo tutti sconvolti. Per quanto mi riguarda quei cocainomani alla guida della macchina potevano anche finire contro un muro, invece di uccidere una donna che aveva un bambino di cinque mesi nella pancia». E ora a ricordare Nelly, su quel tratto di Ardeatina non più pericoloso di tanti altri, c’è solo un mazzo di fiori: rosa, gialli, bianchi e rossi. E poi una rosa. Un ricordo confuso tra le sterpaglie e i rottami d’auto che costeggiano la strada che porta da Anzio a Lavinio.
La tragedia di ieri ricorda per molti aspetti l’incidente provocato da Stefano Lucidi, un pirata della strada sotto l’effetto della droga che la sera del 22 maggio, a Roma, investì e uccise una coppia di fidanzati, Flaminia Giordani e Alessio Giuliani, all’incrocio tra via Nomentana e viale Regina Margherita. Per Lucidi il processo si terrà con rito immediato il 23 ottobre prossimo davanti ai giudici della terza corte di assise della capitale. A Lucidi il pm Carlo Lasperanza contesta anche i reati di omissione di soccorso con l’aggravante della guida senza patente e del passaggio ad un semaforo rosso ad alta velocità. Due mesi prima altra tragedia: nella notte del 17 marzo scorso Friedrich Vernarelli, 31 anni, romano, figlio dell’ex presidente del XVII municipio, al volante delle sua Mercedes investì uccidendole sul colpo due turiste irlandesi nei pressi di Castel Sant’Angelo. Anche in questo caso l’investitore non si fermò per soccorrere le vittime. È in carcere per omicidio colposo plurimo, omissione di soccorso e guida in stato di ebbrezza. Infine, a poca distanza dal luogo in cui è avvenuto l’incidente di ieri Monica Iacoangeli, un’impiegata di 27 anni, investì e ucciso, il 7 marzo scorso, Pasma Oueslati, di 13 anni, mentre percorreva a piedi una strada ad Ardea, sul litorale romano. La donna è agli arresti domiciliari, per omicidio colposo e omissione di soccorso.